29.10.2026
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Economy

Unicredit-Commerz, Berlino apre. Dialogo su sede e credito alle pmi


Prove di dialogo tra Berlino e Unicredit su Commerzbank. La prima apertura si era registrata un paio di giorni fa, quando il cancelliere Friedrich Merz aveva sottolineato come Berlino non stesse impedendo la fusione tra la banca italiana e quella tedesca, ma ne contestava semplicemente le modalità «aggressive». Un primo segnale di fumo vero l’istituto di Gae Aulenti, un invito, seppure indiretto, a sedere a un tavolo di trattative per provare a fumare il calumet della pace. Ieri l’agenzia di stampa internazionale Bloomberg, ha fatto un ulteriore passo in avanti. Il governo di Berlino sarebbe pronto a mettere sul tavolo una serie di «richieste» che siano in grado di rassicurare i tedeschi. Tra quelle che il governo Merz potrebbe avanzare, figurano la tutela del ruolo di Commerzbank nel finanziamento delle «Mittelstand», le aziende di medie dimensioni a conduzione familiare che racchiudono la maggior parte dell’occupazione tedesca, attraverso il suo network internazionale. E poi le operazioni di trade finance; il mantenimento di una quotazione separata in Borsa per Commerzbank e la salvaguardia di Francoforte come sede strategica della banca. Non va dimenticato che quella di Berlino non è soltanto la moral suation di un governo preoccupato dei destini di una banca nazionale considerata strategica. Lo Stato tedesco ha una partecipazione di quasi il 13 per cento in Commerzbank che deriva dal salvataggio a cui il governo è stato costretto durante la grande crisi finanziaria iniziata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers.

L’istituto tedesco ha ricevuto aiuti pubblici per un totale di 18,2 miliardi di euro dal Financial Market Stabilisation Fund (Fms), attuale socio della banca. Secondo alcune fonti vicine al governo citate da Bloomberg, Berlino potrebbe anche chiedere un prezzo superiore a quello previsto dall’offerta pubblica di scambio per la propria quota di poco superiore al 12 per cento, anche se non è ancora chiaro se e quando sarà disposta a cederla. Dal canto suo, UniCredit sarebbe favorevole ad aprire un dialogo diretto con il governo tedesco e disponibile a valutare alcune concessioni per affrontare le preoccupazioni di Berlino, tra cui un impegno a continuare a sostenere le imprese tedesche, in particolare le piccole e medie imprese.

Il passaggio

Il governo tedesco ha iniziato a modificare la propria posizione dopo i risultati dell’Ops. Merz ha preso atto che una «percentuale considerevole» di investitori, ha ceduto le proprie azioni. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti dovrebbe arrivare a detenere una quota di poco inferiore al 50 per cento una volta ottenute le approvazioni normative. E l’esito potrebbe consentirle di far approvare decisioni strategiche in Commerzbank, garantendogli la maggioranza dei voti alla prossima assemblea. Di conseguenza, Berlino ha in gran parte accettato il fatto di avere ormai opzioni molto limitate per impedire a Unicredit di assumere il controllo della banca. Da qui, probabilmente, la decisione di spostare l’attenzione sulle garanzie possibili rispetto ad un’acquisizione ormai data per fatta. Intanto per il secondo anno consecutivo, UniCredit e’ stata nominata migliore banca d’Europa agli Euromoney Awards for Excellence 2026. L’importante riconoscimento — si legge in una nota dell’Istituto di credito — conferma la posizione di leadership della Banca in Europa, gli eccellenti risultati finanziari raggiunti nel 2025 e il costante impegno nel creare valore per i clienti e tutti i suoi stakeholders nei 14 mercati in cui opera.


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