Scrivere una email con la stessa calligrafia di Michelangelo, con le effe svolazzanti, le g armoniche e le s che sembrano saette. E’ imminente l’uscita di un nuovo font grafico sui computer che consentirà a chiunque di convertire il proprio testo scritto nello stile proprio del Divin Maestro, un po’ come se un’email o un documento li avesse scritti lui quattro secoli fa. Quando si dice che la tecnologia fa miracoli. Il cammino di collaborazione avviato da Microsoft e dal Vaticano un paio di anni fa per la basilica si è ora arricchito di un ulteriore passaggio con l’introduzione di un nuovo carattere ispirato ai manoscritti del Buonarroti.
Il nuovo font
Il font si chiamerà “Michelangelus”.
Per realizzarlo gli informatici di Microsoft hanno passato in rassegna una quande quantità di materiale conservato negli archivi della Fabbrica di San Pietro. Si tratta delle lettere, degli appunti personali e tecnici oltre ai dettagliati progetti per la basilica che allora era in costruzione. Migliaia di fogli, pergamene, carte che Michelangelo inviava regolarmente ai vertici del Vaticano per informarli di nuove idee, di richieste di denari e di come stava procedendo il grande cantiere aperto dopo la decisione di Giulio II di abbattere la antica basilica costantiniana ormai fatiscente e costruirvi sopra un monumento maestoso e unico.
L’annuncio del font è stato dato dal cardinale Mauro Gambetti. «E’ stato realizzato un nuovo font istituzionale, Michelangelus, che si ispira alla grafia del Buonarroti» ha detto parlando dei 400 anni di costruzione e delle celebrazioni in corso per ricordare questo momento. «E’ stato fatto uno studio molto approfondito sui manoscritti di Michelangelo e da lì l’adattamento della sua grafia al digitale. Oltre alle lettere sono stati resi in maniera stupefacente i numeri, che Michelangelo scriveva a mano, delle vere e proprie opere d’arte: ogni numero sembrava un’opera». Il nuovo font «sarà incluso nel pacchetto Office di Microsoft con la quale abbiamo da anni una collaborazione. Sarà aperto, messo a disposizione gratuitamente». La domanda che molti si fanno è se il font Michelangelus verrà utilizzato da Leone XIV per la sua corrispondenza privata.
LA STORIA
La dedicazione di San Pietro – come noi la vediamo oggi — è avvenuta il 18 novembre del 1626 sotto Urbano VIII. Per festeggiare l’anniversario sono state preparate diverse cose: una app per le celebrazioni, con traduzioni simultanee in 60 lingue, uno smart pass che consentirà l’accesso in tempo reale alla cupola e alla terrazza dove entrerà in funzione un bistrot di 100 metri quadri.
Gambetti è convinto che la presenza di un grande snack bar dove mangiare pizzette possa essere coerente con il decoro del luogo: «il punto di ristoro è un servizio, e se i servizi igienici non violano la sacralità del luogo neanche il punto di ristoro la viola. Lo possiamo considerare una statio peregrinorum, circa 100 metri quadrati, che raddoppia lo spazio esistente: chi è già stato sulla terrazza ha visto il punto di ristoro che esiste lì, disseta e rifocilla con un sandwich o un panino chi dopo magari tante ore di fila, o dopo essere salito alle terrazze o alla cupola, ha bisogno di mangiare qualcosa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this