29.10.2026
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Politics

Rossano Sasso, chi è il fedelissimo di Vannacci. Nel 2021 attribuì a Dante una citazione di Topolino


«Prima gli italiani». Alla Camera, nella bagarre scoppiata ieri durante la discussione degli ordini del giorno al piano casa tra Futuro Nazionale e centrosinistra, il protagonista è Rossano Sasso. Fedelissimo del generale Roberto Vannacci, ex Lega, con la stessa idea politica del leader dei futuristi: riformare una destra sempre più identitaria e di rottura rispetto a quella «annacquata» attualmente al governo del Paese. 

Chi è Rossano Sasso 

Sasso, 50 anni, pugliese nato a Bari ma cresciuto ad Altamura.

Si laurea in giurisprudenza ma muove i primi passi nel mondo della scuola e dell’istruzione, non in cattedra, ma come educatore nei convitti: prima quello di Bari, poi quello di San Giovanni Rotondo. È da lì che entra in contatto con l’universo dell’istruzione che diventerà poi uno dei suoi principali terreni di battaglia politica. 

Dopo essere stato tra i fondatori del progetto politico della Lega al Sud nel 2014 – come ha ricordato di recente prima di lasciare il partito – diventa dirigente della Lega nazionale nei giorni dell’ascesa salviniana e viene eletto per la prima volta alla Camera nel 2018. Tre anni dopo con il governo Draghi entra nell’esecutivo come sottosegretario all’Istruzione.

Nel 2026 la rottura con Salvini – annunciata con un post sui social – e il successivo ingresso tra le file dei vannacciani, all’apposizione del governo Meloni. Quando il generale decide di rompere con il fu Carroccio e costruire Futuro Nazionale, Sasso è tra i primi a seguirlo. Tant’è che nel nuovo soggetto politico della destra sovranista italiana, il deputato pugliese è uno dei volti più riconoscibili. Non solo per le battaglie che sceglie di combattere ma soprattutto per i toni. 

Come racconta l’affondo di ieri in Aula per ribadire il criterio dell’italianità nell’assegnazione degli alloggi popolari: «Nelle nostre case popolari, sui citofoni non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, abbiamo Abdul». 

La citazione di Dante (che era Topolino)

Il curriculum politico di Sasso, però, conserva anche una nota di colore. Nel febbraio 2021 il deputato pubblica sui social una citazione attribuita a Dante Alighieri: «Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto». Peccato che il verso non fosse del Sommo Poeta ma dall“Inferno di Topolino”, celebre parodia disneyana scritta da Guido Martina e disegnata da Angelo Bioletto. L’errore diventa virale e il deputato pugliese è costretto a scusarsi pubblicamente. 

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Una gaffe che lo accompagna ancora oggi. Ma che pesa meno delle ultime polemiche sollevate in Parlamento. Perché nella “sporca dozzina” riunita dai vannacciani la convinzione è che la provocazione non è mai un incidente di percorso, ma parte del messaggio politico.


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