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«Non dovete usare gli antibiotici. Già ventimila i romani malati»


«Intanto bisogna seguire le regole apprese all’epoca del Covid: colpi di tosse e starnuti vanno fatti nell’incavo del gomito. Vanno usati fazzolettini di carta da gettare poi via rapidamente». Le prime indicazioni di base per affrontare l’ondata di influenza che ha messo a letto 20mila romani sono semplici. Spiega Pier Luigi Bartoletti, presidente di Roma e provincia della Federazione italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), i medici di base: «Per i pazienti fragili è sempre consigliato il vaccino».

Presidente, brutto periodo per ammalarsi: i medici di famiglia sono in ferie.

«Sì ma va ricordato che ci sono i sostituti. Non è che gli studi medici chiudono e addio. E moltissimi colleghi sono comunque reperibili al cellulare. Nessun paziente viene abbandonato».

D’accordo, ma sono in molti a ricorrere al pronto soccorso.

«Sì. Ma è dal 1991 che faccio questo mestiere e tutti gli anni è più o meno la stessa cosa».

Entriamo nel dettaglio: sintomi pesanti come febbre alta, dolori ossei e articolari e, in molti casi, problemi gastrointestinali. Come regolarsi?

«La prima cosa fondamentale è non prendere antibiotici. Non sono caramelle e vanno presi solo dietro controllo medico. Quindi, niente antibiotici fai da te».

Bene e poi?

«Antipiretici e antinfiammatori non steroidei: l’antipiretico abbassa la febbre e l’antiinfiammatorio riduce lo stato di infiammazione. Però, poi, attenzione a una cosa e vale per bambini, adulti, anziani e pazienti fragili».

Quale?

«Non coprirsi all’inverosimile di coperte, maglioni e pile. La temperatura va tenuta sotto controllo ma è fondamentale aiutare il corpo a smaltire la febbre. L’abuso di coperte, ripeto e sottolineo, l’abuso, è sbagliato perché alla fine ottiene l’effetto di tenere comunque alta la temperatura».

Ricapitoliamo: assolutamente no agli antibiotici; vaccino soprattutto per i pazienti fragili; sì ad antipiretici e antiinfiammatori; no all’abuso di maglioni e coperte. Che altro?

«Va considerato che, di solito, il picco influenzale si verifica a gennaio e coincide con il rientro a scuola dei ragazzi. Quest’anno siamo in anticipo e purtroppo questo virus sta colpendo sotto le feste, quando siamo un po’ tutti in casa riuniti e, per giunta, con la pioggia degli ultimi giorni».

E quindi?

«Stando al chiuso in casa, questo virus si diffonde più facilmente. Per questo è bene areare più volte le stanze e poi lavarsi sempre molto bene e approfonditamente le mani. Sono precauzioni base ma sono efficaci».

Altro?

«Magari eredità del periodo del Covid ma ormai in molti abbiamo a casa il saturimetro o pulsossimetro o ossimetro, quell’apparecchietto che si mette al dito per misurare la saturazione di ossigeno nel sangue. Ecco, va usato per fare un controllo. Va usato bene, però».

Come?

«Prima si fa una misurazione “normale”. Poi va ripetuta ma dopo essersi messi in piedi e aver fatto una decina di salite e discese su una sedia per ossigenarsi. In questo modo la misurazione sarà corretta. Altra cosa importante e che spesso viene trascurata è quella di bere: con l’influenza in corpo è fondamentale che il paziente non perda troppi liquidi. Quindi sicuramente acqua ma anche spremute di arancia sono assolutamente indicati».

Veniamo all’incidenza. Avete a disposizione un quadro dei numeri dei romani allettati dal virus?

«Il quadro è senza dubbio sottostimato perché si forma sui casi che vengono portati a conoscenza dei medici di famiglia. E non sono pochi i pazienti che il medico non lo chiamano per un’influenza ma si curano da soli. Detto ciò, abbiamo un’incidenza su scala nazionale del 17,1 per mille, vuol dire che sono censiti poco più di 17 casi ogni mille abitanti. Per quanto riguarda il Lazio, la nostra risulta una delle regioni più colpite. L’incidenza sfiora il 17,6 per mille, quindi quasi 18 casi ogni mille abitanti. Il dato su Roma può essere stimato in circa 20mila romani che si trovano alle prese con i sintomi di questo virus. Ma il computo, come spiegavo prima, può essere superiore, anzi, direi che sicuramente lo è».


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