29.10.2026
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Sports

l’azzurro primo con la misura di 8.30


Ancora uno squillo di Mattia Furlani. Il campione del mondo del lungo è rimasto imbattuto (due vittorie su due) con un salto da 8,30, a Ostrava, in Repubblica Ceca, di fatto confermando l’8,33 del debutto di Parigi. L’azzurro ha battuto il greco campione olimpico Miltiadis Tentoglou (8,23) e il bulgaro Bozhidar Saraboyukov (8,22) centrando la miglior prestazione al quinto turno e firmando la medesima misura che gli ha dato l’oro iridato indoor a Nanchino lo scorso anno.

Furlani ha cominciato con due salti inferiori agli otto metri (7,95, 7,81), decollando poi alla terza prova con 8,21, con il salto che è stato pareggiato dal bulgaro Saraboyukov, momentaneamente in testa per effetto della seconda miglior misura. Una leadership però, che dura poco, perché il portacolori delle Fiamme Oro ha poi aggiunto un centimetro al suo score (8,22), portandosi al comando. Al quarto turno, però, si è rialzato Tentoglou: 8,23, andando davanti a tutti, dopo un avvio senza guizzi, con due nulli e un 7,96. La serata si è quindi accesa. Ed è al quinto turno che Furlani ha piazzato l’8,30 decisivo, lasciando 7-8 centimetri sull’asse di battuta. L’assalto finale dei due rivali non ha prodotto esiti positivi: Tentoglou 8,06, Saraboyukov nullo, dopo il 7,95 conclusivo del saltatore allenato da mamma-coach Khaty Seck.

Non tradisce nemmeno Zaynab Dosso. Alla ‘prima’ dell’anno, la campionessa europea e argento mondiale dei 60 ha colpito nel segno con un crono sotto i sette secondi e dieci (7.09), senza lasciare scampo a una diretta concorrente per le medaglie internazionali come la lussemburghese bronzo mondiale ed europeo Patrizia van der Weken (7.14).

In batteria la sprinter delle Fiamme Azzurre è fuggita via nella prima metà di gara, salvo poi rallentare vistosamente negli ultimi appoggi, chiudendo in 7.14. In finale non c’è storia: ‘Za’ ha comandato dal primo all’ultimo metro, dimostrando già una condizione smagliante, a otto centesimi dal suo record italiano dello scorso anno (7.01).

Prova convincente anche per Marta Zenoni (Luiss). All’esordio nel 2026 la mezzofondista azzurra ha sfiorato subito il suo primato italiano dei 1500 metri con il crono di 4:03.77. La bergamasca, campionessa d’Europa con la staffetta del cross, è rimasta incollata al gruppetto di testa guidato dalle etiopi Birke Haylom (4:00.62) e Saron Berhe (4:01.23),  chiudendo al quinto posto. 

Pietro Arese (Fiamme Gialle) è apparso brillante nella prima parte dei 3000, agganciando le posizioni di testa intorno a metà gara. Con l’andare della gara ha però pagato il pesante sforzo, chiudendo sesto (7:46.20).

Tra gli altri risultati, da segnalare la migliore prestazione mondiale nel peso, siglata dallo statunitense Jordan Geist, che è stato il primo a superare i ventidue metri in questa stagione (22,04). Notevoli anche il 7.78 in batteria e il 7.80 in finale della polacca Pia Skrzyszowska nei 60 ostacoli.


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