28.10.2026
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James Van Der Beek, quando mise all’asta i cimeli della sua carriera per pagarsi le cure contro il cancro


Negli ultimi anni della sua vita, James Van Der Beek — l’attore morto all’età di 48 anni — aveva dovuto affrontare una delle battaglie più difficili: quella contro un tumore al colon retto, diagnosticato due anni prima.

L’attore, diventato celebre in tutto il mondo per il ruolo di Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek, aveva deciso di ricorrere a una scelta tanto simbolica quanto dolorosa: mettere all’asta alcuni dei cimeli più importanti della sua carriera per sostenere i costi delle cure mediche.

La notizia — lo scorso novembre — era stata riportata dal settimanale People, che aveva raccontato come Van Der Beek avesse stretto un accordo con la casa d’aste Propstore per offrire ai fan una selezione di oggetti iconici legati ai suoi lavori più celebri, da Dawson’s Creek fino al cinema.

I cimeli di Van Der Beek all’asta

Tra i pezzi più significativi figuravano numerosi oggetti di scena e costumi originali della serie che lo aveva reso una star internazionale. Tra questi, la collana che Dawson regala a Joey per il ballo di fine anno, uno degli oggetti simbolo della serie, il cui valore stimato oscillava tra i 26.400 e i 52.800 dollari.

All’asta anche l’outfit indossato dal personaggio di Dawson nel primo episodio della serie, con una stima di circa 4.000 dollari.

Non mancavano cimeli legati ad altri ruoli della carriera dell’attore, come quelli di Varsity Blues (1999), la commedia sportiva che contribuì a consolidarne il successo sul grande schermo. L’intero ricavato dell’asta era stato destinato direttamente al pagamento delle cure oncologiche.

Le iniziative solidali

Non si trattava della prima iniziativa di questo tipo. Già l’anno precedente, in occasione del 25° anniversario di Varsity Blues, Van Der Beek aveva venduto merchandising autografato devolvendo i proventi a famiglie colpite dal cancro, inclusa la propria. In quell’occasione aveva spiegato pubblicamente la scelta con parole cariche di emozione:
«Ho custodito questi tesori per anni, in attesa del momento giusto. Con le recenti svolte inaspettate della vita, è chiaro che è ora. C’è nostalgia nel lasciarli andare, ma mi fa bene condividerli con chi ha sostenuto il mio lavoro nel tempo».

Il legame con i fan

La decisione di mettere all’asta i cimeli aveva suscitato una forte ondata di solidarietà da parte del pubblico, legato non solo all’attore, ma anche al valore generazionale di Dawson’s Creek, serie che ha segnato profondamente l’immaginario degli anni Novanta e Duemila.

Van Der Beek aveva continuato a raccontare la sua malattia con lucidità e dignità, definendo il cancro «un lavoro a tempo pieno», senza mai rinunciare a un messaggio di forza e resilienza. Oggi, quella scelta di separarsi dai simboli della propria carriera resta una delle testimonianze più forti del suo percorso umano oltre che artistico: un gesto che ha unito memoria, dignità e necessità, trasformando oggetti iconici in strumenti concreti di sopravvivenza.


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