I robot umanoidi sorprendono ancora una volta ai World Humanoid Robot Games di Pechino, affrontando la sfida del salto in lungo da fermo con risultati mai visti prima. Dai tentativi spettacolari alle numerose cadute, l’edizione 2026 ha messo in mostra quanto la tecnologia stia progredendo nell’abilità delle macchine: il nuovo record della competizione è stato fissato a 4,83 metri.
Rispetto allo scorso anno, il salto in avanti è sbalorditivo. Nel 2025, il miglior robot si era fermato a 1,25 metri. In soli dodici mesi, il limite è quasi quadruplicato, portando i protagonisti robotici ad avvicinarsi e persino superare le performance umane.
Salto robotico vs salto umano
Il confronto con gli atleti umani rende i primi posti in classifica ancora più significativi. Il riferimento mondiale nel salto in lungo da fermo umano è il primato di 3,73 metri, raggiunto da Byron Jones nel 2015 durante l’NFL Scouting Combine, battendo il risultato siglato nel 1968 da Arne Tvervaag con 3,71 metri. Oggi i robot hanno superato quel muro, raggiungendo i 4,83 metri.
Il salto da fermo, diverso dalla versione con rincorsa praticata nell’atletica, dipende interamente dalla capacità di sviluppare rapidità, forza ed esplosività restando stabili nell’atterraggio. Qui, però, emerge la maggiore difficoltà: il controllo in fase di atterraggio è ancora una sfida non risolta.
Il difficile equilibrio tra record e cadute
Le immagini della gara mostrano il confine sottile tra performance eccezionali e fail: mentre alcuni robot volano a distanze impensabili soltanto un anno fa, altri perdono l’equilibrio o finiscono a terra nel tentativo di completare il salto.
Robot da record: oltre il salto in lungo
Non solo salti in lungo: i progressi sono trasversali a molte discipline. La seconda edizione dei Giochi, disputata dal 22 al 26 agosto al celebre National Speed Skating Oval di Pechino, ha visto la partecipazione di oltre 2.000 robot e 666 squadre da 16 Paesi, impegnate in 51 categorie.
Nel salto in alto da fermo, ad esempio, il record è passato da 96 centimetri del 2025 agli straordinari 3,40 metri raggiunti quest’anno. Ma la progressione più impressionante è stata cronometrica: nei 100 metri, il robot umanoide Tiangong Ultra ha segnato 8,64 secondi, migliorando drasticamente il 21,50 dell’edizione precedente e avvicinandosi al tempo umano di Usain Bolt (9,58 secondi).
Dietro a cadute ed errori, la sfida è soprattutto tecnologica. Saltare, correre e mantenere il controllo dopo movimenti esplosivi mettono alla prova potenza, equilibrio e algoritmi di controllo dei robot. Le soluzioni ingegneristiche testate ai giochi potranno trovare applicazione, spiegano i ricercatori, anche in ambiti come il soccorso in scenari pericolosi o la movimentazione di carichi pesanti.
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