«Ce l’abbiamo fatta: abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi». Nonostante gli inciampi parlamentari della scorsa settimana sull’intesa con il blocco sudamericano Mercosur, Ursula von der Leyen torna raggiante, ospite del premier indiano Narendra Modi alla Hyderabad House di Nuova Delhi. L’occasione, all’indomani della parata per la Festa della Repubblica che l’ha vista ospite d’onore, è la sigla di un patto commerciale che l’Ue e l’India, tra alti e bassi, hanno negoziato per quasi vent’anni, e che mette a segno imponenti sconti tariffari per automobili, vino e olio d’oliva.
La vera accelerazione si è vista nell’ultimo anno. A spingerla è stato l’imperativo diversificazione dei mercati alla luce dei dazi che gli Stati Uniti di Donald Trump hanno applicato tanto all’Ue (15%) quanto all’India (50%). «È la storia di due giganti che scelgono il partenariato in una logica vincente per entrambi. E che mandano un messaggio forte: la cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali», ha affermato von der Leyen. «È un giorno storico: le due più grandi democrazie del mondo lavorano insieme e ci saranno benefici globali», le ha fatto eco Modi. Tanto per Bruxelles quanto per Nuova Delhi si tratta del più grande accordo mai concluso, sia in termini di Pil (quasi un quarto di quello mondiale) sia di popolazione, con due miliardi di persone coinvolte.
I dettagli
L’Europa ottiene «l’accesso più ampio al mercato che l’India abbia mai concesso a un partner commerciale», spiegano dalla Commissione, che negozia i trattati di libero scambio per conto dei 27 Stati membri. Si stima che, entro il 2032, l’intesa raddoppierà i volumi di export Ue verso il subcontinente e consentirà alle aziende di risparmiare circa 4 miliardi di euro alla dogana indiana, tagliando progressivamente (in un orizzonte di 5-10 anni) oltre il 90% degli attuali dazi.
L’interscambio, ad oggi, ammonta già a oltre 180 miliardi di euro annui, sostenendo circa 800 mila posti di lavoro nell’Ue. Se sarà formalizzato entro quest’anno, il trattato potrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo. Per le automobili europee, che prima di essere immatricolate nelle strade del Paese più popoloso al mondo sono soggette a tariffe fino al 110%, si partirà da subito con una riduzione dei dazi al 30-35%, fino a scendere gradualmente al 10%.
Gli sconti si applicheranno a un contingente di 250 mila veicoli all’anno, e solo per le vetture dai 15 mila euro in su. Azzerate, invece, le maxi-aliquote che vengono applicate a componentistica auto, macchinari, acciaio, alluminio, farmaci e aeromobili. Dai servizi finanziari a quelli del trasporto marittimo, fino alle telecomunicazioni, le imprese Ue avranno un accesso privilegiato anche al mercato dei servizi, spiegano da Bruxelles.
Gli indiani si aspettano, invece, di poter quintuplicare il loro export tessile nell’Unione, passando dai 7 miliardi di dollari di oggi fino a 30-35 miliardi. A differenza dell’intesa con il Mercosur che ha scatenato la rabbia dei coltivatori europei, i capitoli dedicati all’agricoltura coprono solo alcune merci ben precise. L’obiettivo è ridurre dazi in media del 36% sull’export alimentare, mentre vengono escluse le produzioni più sensibili e a rischio concorrenza impari da parte del gigante asiatico. Il vino passa così dall’attuale 150% da subito al 75% fino ad assestarsi, nei prossimi cinque anni, su una forchetta del 20-30% in base al pregio della bottiglia, i liquori dal 150% al 40%, la birra dal 110% al 50%. Un’eccellenza come l’olio d’oliva entrerà, invece, nel mercato indiano esente da balzelli, al posto dell’odierno 45%. Tariffe zero pure per succhi di frutta ed alimenti trasformati come pane, pasta, biscotti, dolci e cioccolato.
Le garanzie
Fuori dal perimetro delle liberalizzazioni si trovano riso, zucchero, latte, carne di manzo e di pollo, per via del timore di maxi-volumi a basso costo in arrivo in Europa. Un accordo separato sulle indicazioni geografiche contro le imitazioni sarà finalizzato in un secondo momento. Per Coldiretti e Filiera Italia, «la significativa riduzione dei dazi per alcuni simboli della dieta mediterranea è un intervento atteso da tempo e che apre opportunità concrete alle nostre imprese», soprattutto a fronte di una bilancia commerciale agroalimentare con l’India che nel 2025 «è stata nettamente negativa per il nostro Paese».
Con «oltre 1,4 miliardi di consumatori e una classe media in forte espansione, l’intesa crea condizioni più sostenibili per l’ingresso strutturato in particolare delle Pmi italiane», concordano da Federvini. Mentre Confindustria parla di «risultato strategico sul fronte commerciale in un momento particolarmente critico della congiuntura internazionale» che dimostra come «apertura e protezione possano convivere». Dal comparto della ceramica, però, arriva la richiesta di tutele per i timori dell’afflusso di piastrelle a prezzi stracciati.
Fino alla fine della trattativa, Nuova Delhi ha puntato — senza successo — a ottenere delle esenzioni dalle regole climatiche dell’Ue, soprattutto dalla “carbon tax” sulla CO2 emessa fuori Ue, ma si è dovuta accontentare dell’impegno di Bruxelles a stanziare 500 milioni di euro nei prossimi due anni per aiutare le industrie indiane a tagliare le emissioni. A circa la metà dell’acciaio spedito annualmente dall’India nell’Ue, poi, non si applicheranno i nuovi maxi-dazi Ue a protezione della siderurgia continentale.
Non solo scambi: oltre a ricordare l’impegno per il corridoio infrastrutturale Imec (che dall’India attraversa il Medio Oriente e porta in Europa, la cosiddetta “Via del Cotone”), ieri a Nuova Delhi sono stati siglati accordi anche in materia di difesa e mobilità individuale per attrarre nell’Ue lavoratori altamente qualificati, stagionali, studenti e ricercatori.
In arrivo maggiore cooperazione nella sicurezza marittima, nella sfera cyber e nell’antiterrorismo, e la possibilità di produrre insieme per le rispettive industrie della difesa. In un mondo in cui le alleanze si rimescolano, insomma, la vicinanza ostentata dell’India alla Russia non sembra essere un ostacolo insormontabile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email
