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«Ice in Italia, ma non sulle strade»


ROMA «Non stanno arrivando le SS», ma gli uomini dell’Ice sì, e per il governo è una bella gatta da pelare. A ricorrere all’immagine delle Schutz-Staffen tedesche è il vicepremier Antonio Tajani, che all’ennesima domanda dei cronisti sulla presenza dei temibili agenti dell’Immigration and Customs Enforcement ai giochi olimpici Milano-Cortina sbotta: «o uno sa di cosa si parla o diventa una cosa emotiva, non è che sono quelli che stanno in strada a Minneapolis». La differenza, di fatto, è proprio questa e per il governo non è cosa di poco conto, perché sulle strade e sulle piste di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige interessate ai giochi olimpici saranno dispiegati solo ed esclusivamente agenti italiani. Gli esperti dell’Homeland security investigation — vale a dire il braccio investigativo dell’Ice — saranno presenti nella sala operativa allestita presso il Consolato Usa a Milano, in strada «non si vedranno mai» e chi sostiene il contrario «spaccia fake news e lo fa per incompetenza o in malafede», rimarca il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Tg1.

Divise dell’Ice solo davanti a tastiere e pc dunque, mai sul campo. Poiché si tratta «non di personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio Usa, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti», mette nero su bianco in una nota il Viminale, al mattino teatro dell’incontro tra Piantedosi e l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta, arrivato nel centralissimo rione Monti a bordo della sua scorta da mille e una notte.

Numeri esigui

Tra i due una riunione per definire nel dettaglio il perimetro d’azione e di coordinamento degli uomini dell’Ice, che «saranno presenti ai giochi in numeri molto esigui, poche unità», spiega una fonte interessata al dossier. Un faccia a faccia necessario dopo che lunedì, sulle parole del governatore lombardo Attilio Fontana che confermava la presenza dell’Ice ai Giochi, era scoppiato un pandemonio, tanto da indurre mister Fertitta a comporre anche il numero di Palazzo Chigi per chiarire e spiegare. Sulla vicenda è intervenuta la stessa Ice, ribadendo come «tutte le operazioni di sicurezza» ai Giochi Milano-Cortina «rimangono sotto l’autorità italiana», poiché l’agenzia federale statunitense che oggi rappresenta il braccio esecutivo della stretta anti-immigrazione dell’amministrazione Trump «non conduce operazioni di controllo dell’immigrazione in paesi stranieri». Il caso è rimbalzato anche sulle testate statunitensi, con il New York Times che ha rimarcato come raramente gli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement siano arruolati al seguito di una delegazione, alle Olimpiadi del 2024 a Parigi relegati a un ruolo marginale di «condivisone delle migliori pratiche».

Nel governo il nervosismo innescato dalla presenza dell’Ice ai giochi Milano-Cortina è palpabile, con le opposizioni a soffiare sul fuoco e le immagini choc degli assassini di Renee Good e Alex Pretti divenute inarrestabili tormentoni virali. Eppure dopo aver raccolto tempesta, a Palazzo Chigi si predica calma «su una vicenda che resta scivolosissima». Quel che conta, per la premier Giorgia Meloni, è che il caso sia gestito con chiarezza, e non con la confusione che l’ha accompagnato dal momento in cui è deflagrato, tra fughe di notizie, smentite e conferme. «Gli americani si spostano come vogliono, non siamo noi a poter decidere della composizione della loro delegazione e degli uomini al seguito. Una regola che vale per tutti i Paesi, non solo per gli States», ha convenuto la presidente del Consiglio coi suoi, in una riunione a Palazzo Chigi in cui si è parlato anche dell’affaire Ice. La parola d’ordine, da qui in avanti, deve essere «chiarezza» su presenza e ruolo degli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement ai giochi, puntualizzandone ruoli e compiti, a partire dal fatto che non opereranno sulle nostre strade.

L’informativa

Un concetto che Piantedosi ribadirà anche in Aula alla Camera, in un’informativa chiesta a gran voce dalle opposizioni e che il responsabile del Viminale terrà 48 ore prima di veder ardere il braciere olimpico. Per il governo «si tratta solo di una tempesta in un bicchier d’acqua, l’importante è che il messaggio da qui in avanti arrivi forte e chiaro». Arginando quel che ha tutte le caratteristiche di un vero e proprio tsunami.


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