Un nuovo, autorevole capitolo scientifico mette finalmente la parola fine a mesi di incertezze e preoccupazioni per milioni di genitori e donne in attesa. Una vasta meta-analisi coordinata dall’Università di Ferrara e dall’Università «G. d’Annunzio» di Chieti, pubblicata sulla prestigiosa rivista «The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health», ha smentito categoricamente il legame tra l’assunzione di paracetamolo e l’insorgenza di disturbi dello spettro autistico o altre problematiche neurologiche come l’ADHD.
Lo studio nasce come risposta necessaria al clima di allarmismo diffusosi nel settembre 2025, quando alcune dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti avevano ipotizzato rischi per lo sviluppo cognitivo dei bambini, scatenando un forte eco mediatico e timori diffusi tra la popolazione.
La forza dell’evidenza: 43 studi sotto esame
Il team internazionale di ricercatori, guidato dalla professoressa Maria Elena Flacco e dal professor Francesco D’Antonio, ha passato al setaccio ben 43 pubblicazioni scientifiche, selezionando esclusivamente quelle dotate di maggior rigore metodologico. La particolarità di questo lavoro risiede nell’aver incluso i cosiddetti «sibling comparison», i confronti tra fratelli.
Questo metodo è considerato tra i più robusti in epidemiologia perché permette di isolare l’effetto del farmaco eliminando le variabili confuse legate al patrimonio genetico o all’ambiente familiare condiviso: se un fratello è stato esposto al paracetamolo in utero e l’altro no, ma entrambi presentano lo stesso profilo di sviluppo, l’associazione con il farmaco decade.
Nessun rischio per autismo, ADHD o disabilità intellettiva
I risultati dell’analisi sono stati chiari, trasparenti e netti: non esiste alcuna prova scientifica, né tantomeno correlazione causale, che l’uso del paracetamolo, sia durante la gestazione che in età pediatrica, aumenti la probabilità di sviluppare disturbi del neurosviluppo.
«Questi dati offrono una base solida per una comunicazione scientifica corretta», ha sottolineato la professoressa Flacco, ribadendo che il paracetamolo resta un presidio sicuro se utilizzato secondo le indicazioni cliniche. Lo studio non vuole essere un invito all’uso indiscriminato dei farmaci, che, ben inteso, vanno sempre assunti solo quando necessario, bensì mira a rimuovere un pregiudizio infondato che stava condizionando pesantemente le scelte di medici e pazienti.
Una conferma per la salute pubblica mondiale
La rilevanza della ricerca è stata immediatamente riconosciuta dalla comunità internazionale e dai grandi media, come la BBC, confermando l’importanza di restituire serenità alle famiglie attraverso prove oggettive, annullando l’effetto di pesanti e pericolose speculazioni antiscientifiche. In un’epoca segnata dalla rapidità con cui si diffondono le notizie mediche non verificate, il lavoro di UniFerrara e dei suoi partner, nazionali, come l’Università G. D’Annunzio, e internazionali, funge da argine contro la deriva rovinosa della disinformazione, ristabilendo il primato del metodo scientifico sulla speculazione mediatica.
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