29.10.2026
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Sports

Paralimpiadi, la cerimonia all’Arena di Verona senza alfieri


Pietre che rotolano sul ghiaccio tirate da atleti in carrozzina con l’ausilio di un bastone. Col match tra Italia e Corea del Sud è decollata a Cortina la quattordicesima Paralimpiade invernale, la cui inaugurazione avverrà domani alle 20 all’Arena di Verona, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mentre la fiamma accesa a Stoke Mandeville ha raggiunto ieri Venezia a bordo di una gondola, con la cestista Matilde Villa ad accendere il braciere in piazza San Marco.

A tirare su il sipario nella Perla delle Dolomiti è stato il doppio misto di curling – specialità presente per la prima volta – con in azione i trentini Orietta Bertò e Paolo Ioriatti, i primi due dei 42 azzurri in gara fino al 15 marzo in sei discipline: oltre al curling a Cortina andranno in scena anche sci alpino e snowboard, a Lago di Tesero in Val di Fiemme si disputeranno sci di fondo e biathlon e a Milano al Pala Santa Giulia l’hockey in carrozzina.

I titoli in palio saranno 79 (39 maschili, 35 femminili e 5 misti), gli atleti in gara 655 provenienti da 56 nazioni, tra cui anche 6 russi e 4 bielorussi con tanto di divisa, bandiera e inno.

Scelta e polemiche

La scelta del Comitato paralimpico internazionale (Ipc) – in contrasto con quella effettuata dal Cio, che aveva consentito la partecipazione agli atleti di Mosca e Minsk solo come neutrali – ha scatenato polemiche e acceso discussioni.

Nove nazioni (fra cui Ucraina, Germania, Polonia e Paesi Baltici) hanno deciso di boicottare l’apertura, così per salvare la scena l’Ipc ha annunciato che a sventolare le bandiere dentro l’Arena saranno i volontari e non gli atleti, motivando la scelta col desiderio di evitare la trasferta a chi dovrà essere in lotta per le medaglie già sabato mattina.

In tv gli alfieri compariranno comunque – la coppia azzurra, composta dagli sciatori Renè De Silvestro e Chiara Mazzel, ha registrato la scena martedì a Cortina, mentre gli altri Paesi l’han fatto ieri –, ma dal vivo la parata sarà davvero scarna: gli italiani potrebbero essere tra i 20 e i 25, tutti a riposo nella giornata di sabato, mentre per le altre squadre non più di un paio.

Così facendo l’Ipc ha assicurato il garrire di tutti i vessilli nel momento della dichiarazione solenne di apertura, cosa che lasciando la scelta ai singoli Paesi non si sarebbe verificata. L’antivigilia è quindi scandita da temi più politici che agonistici, ma l’auspicio è che con l’assegnazione delle medaglie si parli solo di sport.

Punte azzurre

Ne hanno bisogno gli atleti, che si sono preparati quattro anni per farsi trovare pronti. Tra le punte della squadra azzurra compaiono il plurimedagliato dello sci alpino Giacomo Bertagnolli, un atleta ipovedente che guidato da Andrea Ravelli cercherà di fare incetta di podi dalla discesa allo slalom, passando per superG, combinata e gigante.

Nel fondo il grande atteso è Giuseppe Romele, già bronzo a Pechino, mentre nello snowboard occhio a Emanuel Perathoner, che in carriera ha già partecipato due volte ai Giochi dei normodotati, prima di sottoporsi a un intervento per l’inserimento di una protesi interna nel ginocchio.

Il pubblico di casa potrebbe essere il fattore in più per spingere gli azzurri dell’hockey fino alla finale, dopo che nel 2018 in Corea il podio fu accarezzato. Superare le sette medaglie raccolte in terra cinese è l’obiettivo minimo, ma l’importante è che la rassegna lasci un’eredità all’insegna di inclusione e accessibilità, in arene dove accanto ai tre agitos sono stampati anche i loghi degli sponsor.


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