Sulla carta il confronto sembrerebbe avere un vincitore scontato: se in casa arriva una vera connessione FTTH, con la fibra ottica direttamente fino all’abitazione, difficilmente una rete satellitare può competere in termini di velocità, latenza e continuità delle prestazioni. Nelle aree bianche italiane, però, la realtà è molto più complessa. Perché tra una fibra presente sulle mappe, una rete fisicamente costruita e una linea effettivamente attivabile dentro casa possono esserci differenze sostanziali.
È proprio in questo spazio che si è inserita Starlink, la rete satellitare in orbita bassa di SpaceX. Una tecnologia pensata soprattutto per raggiungere luoghi nei quali costruire una rete terrestre è difficile o economicamente poco conveniente, ma che oggi, anche in Italia, propone prezzi e prestazioni tali da essere presa in considerazione persino da chi, almeno teoricamente, potrebbe avere accesso a una connessione terrestre.
Che cosa sono le aree bianche
Le cosiddette «aree bianche» sono territori a bassa densità di popolazione nei quali gli operatori privati non avevano un interesse economico sufficiente per realizzare autonomamente reti a banda ultralarga. Per ridurre questo divario è nato il Piano Banda Ultra Larga, attuato da Infratel Italia, società in-house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
I tre bandi pubblici sono stati aggiudicati a Open Fiber, che realizza e gestisce in concessione la rete pubblica operando come wholesaler. Il cliente finale, quindi, non sottoscrive il contratto direttamente con Open Fiber, ma con uno degli operatori che utilizzano la sua infrastruttura.
Le dimensioni del progetto spiegano anche la sua complessità. Secondo i dati ufficiali aggiornati al 30 giugno 2026, il piano per le aree bianche prevede 91.365 chilometri di rete e interessa 6.033 comuni FTTH. Ne erano stati realizzati 90.836 chilometri, pari al 99,4% del totale, mentre i lavori risultavano completati con Certificato di Ultimazione Impianto di Rete in 5.967 comuni, il 98,9% di quelli previsti dalla concessione. Le unità immobiliari connesse in FTTH erano arrivate a 6,4 milioni.
Ma «lavori completati» non significa necessariamente che ogni abitazione possa essere collegata immediatamente.
Open Fiber stessa specifica che, dopo la realizzazione dell’infrastruttura, restano alcuni passaggi tecnici e amministrativi necessari per il collaudo. In determinati casi i servizi possono essere avviati anche prima del collaudo, se è stato emesso il CUIR. Altri comuni completati, invece, diventano commercializzabili soltanto dopo la realizzazione dei PCN, i Point of Presence della rete, oppure della rete primaria che collega il comune al PCN situato altrove.
È una distinzione fondamentale per comprendere molte delle esperienze raccontate dagli utenti: vedere la fibra davanti casa non equivale necessariamente a poter telefonare oggi a un operatore e navigare domani.
Fibra FTTH e Starlink: come funzionano
La FTTH porta un collegamento in fibra ottica fino all’abitazione. Starlink elimina invece completamente l’ultimo miglio terrestre: l’antenna installata presso l’utente comunica via radio con satelliti in orbita terrestre bassa, collegati a loro volta all’infrastruttura di rete.
Proprio l’altitudine relativamente ridotta dei satelliti distingue Starlink dai tradizionali servizi satellitari geostazionari. Starlink indica una latenza di circa 25 millisecondi per la propria tecnologia, contro gli oltre 600 millisecondi tipici dei satelliti geostazionari. Nella documentazione contrattuale della società vengono indicate, per le connessioni terrestri, latenze generalmente comprese tra 25 e 50 ms.
È un enorme passo avanti rispetto al vecchio Internet satellitare, ma la fibra conserva strutturalmente un vantaggio sulla latenza, soprattutto quando il percorso di rete è ben configurato.
Quanto va realmente Starlink in Italia
Per capire quanto è veloce Starlink bisogna distinguere le prestazioni pubblicizzate dalle condizioni tecniche effettive. In Italia Starlink propone attualmente piani residenziali da 100 Mbps a 35 euro al mese, da 200 Mbps a 45 euro e il piano Residential Max a 65 euro, con velocità indicate fino a oltre 400 Mbps. I piani da 100 e 200 Mbps sono disponibili soltanto in determinate aree. Tutti comprendono dati illimitati.
Particolarmente importante è però la documentazione italiana sulla trasparenza tecnica. Per l’offerta Residenziale Lite vengono indicate velocità normalmente disponibili di 30-100 Mbps in download e 5-25 Mbps in upload, specificando che non sono garantite. Anche la latenza massima indicata, pari a 100 ms, viene dichiarata non garantita. Starlink precisa inoltre di non garantire una specifica velocità né l’assenza di interruzioni del servizio.
Per i piani residenziali più recenti, Starlink indica fino a 15-35 Mbps in upload per quelli da 100 e 200 Mbps e fino a 20-40 Mbps per Residential Max. La società avverte inoltre che i piani inferiori possono rallentare nelle ore di maggiore utilizzo rispetto al Max.
Ed è una delle differenze sostanziali rispetto alla FTTH: Starlink è una rete radio condivisa e le prestazioni possono cambiare in funzione della congestione, dell’area e delle condizioni operative.
Dove la fibra FTTH vince nettamente
Se fibra e Starlink sono entrambe realmente disponibili e funzionano correttamente, dal punto di vista tecnico la FTTH rimane la soluzione superiore. Open Fiber dichiara per la propria infrastruttura la possibilità di arrivare fino a 10 Gigabit al secondo. Questo non significa naturalmente che ogni contratto domestico offra 10 Gbps, perché velocità e profilo dipendono dall’operatore scelto, ma dimostra la capacità dell’infrastruttura.
Per chi trasferisce file molto grandi, lavora quotidianamente in cloud, effettua backup remoti, produce video oppure utilizza applicazioni sensibili alla latenza, l’upload può rappresentare una differenza persino più importante del download.
Con Starlink l’upload residenziale rimane nell’ordine delle decine di Mbps. Una FTTH può invece offrire centinaia di Mbps o, a seconda dell’offerta commerciale, velocità ancora superiori. La fibra, inoltre, non deve comunicare attraverso l’atmosfera e non richiede una visuale libera verso il cielo.
Nelle aree bianche il problema spesso viene prima dello speed test
La superiorità teorica della fibra deve però confrontarsi con la realtà dell’ultimo tratto della rete. Le testimonianze pubblicate da alcuni utenti italiani raccontano problemi molto diversi: civici non censiti, appuntamenti mancati, canalizzazioni inutilizzabili, collegamenti tra CNO e PCN non completati, difficoltà nel passaggio dei cavi e tempi molto lunghi per ottenere l’attivazione.
Su FibraClick, per esempio, un utente in area bianca racconta di aver praticamente completato l’installazione domestica prima che i tecnici scoprissero un problema sulla tratta tra PCN e CNO, lasciando l’attivazione sospesa senza una tempistica precisa.
Un’altra discussione raccoglie il caso di un civico non censito per il quale un utente riferisce circa sette mesi trascorsi dalla richiesta di censimento all’attivazione effettiva. Si tratta naturalmente di esperienze individuali e non di statistiche ufficiali, ma aiutano a comprendere perché la disponibilità teorica di una FTTH non coincida sempre con una connessione immediatamente utilizzabile.
Esistono poi problemi ancora più concreti. In una vecchia testimonianza tecnica pubblicata su FibraClick e relativa proprio a un’attivazione BUL vengono descritti un microtubo danneggiato tra due pozzetti, un CNO non illuminato e una mancata corrispondenza nella numerazione dei ROE. Una volta risolti i problemi, però, quella stessa linea raggiungeva oltre 900 Mbps in download, 300 Mbps in upload e 3 ms di ping verso Milano.
È forse la fotografia più efficace del paradosso: il problema della fibra nelle aree bianche non è necessariamente la fibra. Può essere riuscire ad arrivare alla fibra.
«La fibra è migliore, ma la mia è rimasta guasta due settimane»
Lo stesso contrasto emerge dalla discussione tra utenti Starlink utilizzata per questo confronto. Il consenso generale è nettamente favorevole alla fibra quando una buona FTTH è realmente disponibile. Un utente sintetizza: «Fibra > Starlink (ho entrambi)». Un altro sostiene che la fibra garantisca una latenza inferiore e, generalmente, prestazioni migliori sia in upload sia in download.
Un utente su Reddit racconta di essere passato a Starlink dopo aver sperimentato sulla fibra interruzioni regolari e, successivamente a un upgrade nominale a 1 Gbps, prestazioni di appena 0,06 Gbps per circa sei settimane. Anche in questo caso si tratta di un’esperienza personale, che non può essere generalizzata alla tecnologia FTTH nel suo complesso.
È però indicativa di un aspetto spesso dimenticato nel confronto tra fibra e Starlink: la qualità di una connessione Internet non dipende esclusivamente dal mezzo trasmissivo. Contano l’infrastruttura locale, il dimensionamento della rete, il routing, l’operatore e soprattutto la capacità di intervenire quando qualcosa si rompe.
Anche Starlink ha i suoi punti deboli
Eliminare la necessità degli scavi non significa eliminare tutti i problemi. Starlink raccomanda espressamente una visuale completamente libera del cielo. Alberi, edifici e altri ostacoli possono provocare brevi interruzioni quando impediscono all’antenna di raggiungere i satelliti disponibili. L’applicazione ufficiale dispone proprio di uno strumento per verificare la presenza di ostacoli prima dell’installazione.
Anche le condizioni meteorologiche possono incidere sulla connessione. Secondo Starlink, pioggia da moderata a intensa, neve e grandine possono provocare attenuazione del segnale e brevi interruzioni.
C’è poi il consumo elettrico. L’antenna Standard attuale ha un consumo medio dichiarato compreso tra 75 e 100 watt. Non rappresenta un problema determinante per la maggior parte delle abitazioni, ma costituisce una differenza rispetto a una semplice terminazione FTTH e può diventare rilevante nelle case isolate alimentate con batterie o impianti off-grid.
Infine c’è la congestione. Gli stessi termini di Starlink spiegano che il servizio utilizza frequenze radio e può essere influenzato dalla quantità di dati trasmessi e ricevuti sulla rete, oltre che dalle condizioni atmosferiche.
Il grande vantaggio di Starlink: non aspettare lo scavo
È probabilmente questo il principale punto di forza di Starlink nelle aree bianche. Una connessione FTTH richiede l’esistenza di una catena fisica completa tra la rete dell’operatore e l’abitazione: infrastruttura primaria, rete secondaria, pozzetti, cavidotti, punto di terminazione e, infine, collegamento fino dentro casa.
Starlink sostituisce tutto questo con un’antenna, purché possa essere installata in un punto con una visuale adeguata del cielo.
Per una casa isolata, un agriturismo, un’attività in montagna o un’abitazione dove il cavo passa a poche decine di metri ma l’attivazione continua a essere rinviata, la differenza potrebbe quindi non essere tra 1 Gbps e 200 Mbps. Potrebbe essere, molto più semplicemente, tra avere Internet e aspettare di averlo.
Fibra o Starlink: quale conviene davvero?
La risposta cambia a seconda di che cosa si intenda per «disponibile». Se una buona FTTH è realmente attivabile, il cavo arriva dentro casa e l’operatore propone condizioni economiche ragionevoli, la fibra rimane tecnologicamente la scelta migliore: maggiore capacità, upload nettamente superiore, latenza più bassa e prestazioni generalmente più prevedibili.
Lo confermano persino molti utenti del forum dedicato a Starlink. «Se hai accesso alla fibra, la risposta è sempre fibra«, scrive uno dei partecipanti alla discussione. Un altro, pur dichiarandosi molto soddisfatto di Starlink, afferma che passerebbe alla fibra appena diventasse disponibile nella propria zona.
Ma nelle aree bianche italiane esiste una terza condizione: la fibra che formalmente c’è, ma praticamente non arriva ancora all’utente. Ed è qui che il confronto cambia completamente. Starlink non deve necessariamente battere una FTTH da un gigabit. Deve battere mesi di attesa, un civico non censito, un cavidotto ostruito, un appuntamento saltato o un collegamento di rete ancora incompleto.
Il risultato è quasi paradossale. La fibra resta la tecnologia migliore quando funziona ed è realmente disponibile. Starlink può invece diventare la soluzione più efficace quando l’infrastruttura terrestre, pur trovandosi sulla carta a pochi metri da casa, non riesce ancora a percorrere proprio quegli ultimi metri.
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