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Unicredit accelera sulla definizione del futuro di Commerzbank. Con la consapevolezza che servirà tempo per completare il riassetto della banca tedesca e arrivare alla fusione con la controllata Hvb. Dopo il via libera della Bce, però, la banca italiana guidata da Andrea Orcel ha una road map più chiara. D’altra parte, lo schema da seguire è quello dell’annunciato piano «Unlocked» per una fusione bancaria che si configura come la più grande degli ultimi vent’anni in Europa.
La stima è che si arrivi a un gruppo da 21 miliardi di utile al 2030, ricavi per circa 45 miliardi e costi inferiori a 14,5 miliardi. Nei piano della ceo Bettina Orlopp, invece, Commerz da sola sarebbe passata da poco meno di 5 a quasi 6 miliardi di utili nel 2030.
L’operazione trasforma Unicredit in un player di riferimento in Germania e ne rafforzerà allo stesso tempo la presenza in Polonia, è frutto «di logiche di mercato»: ora ci sarà «molto lavoro da fare», ha detto il ministro dell’Economia, da Bangkok per le riunioni del Fondo monetario, del G7 e del G20. «Le fusioni bancarie tra intermediari di diversi paesi sono un ulteriore progresso verso il completamento dell’unione bancaria», aggiunge con soddisfazione il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta che poi ha sottolineato come «le concentrazioni che sono analizzate e valutate positivamente dalla vigilanza, sono certamente un passo nella direzione giusta».
Nel frattempo, in Germania l’ostilità si sta trasformando in collaborazione. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha definito «costruttivi» i colloqui con la banca italiana sulle condizioni per l’acquisizione.
La posizione del governo riguardo alla sede di Francoforte, agli interessi dei dipendenti e al finanziamento delle piccole e medie imprese è nota, ha affermato il politico dell’Spd. A tal proposito Klingbeil ha sottolineato di «non aver percepito fronti irrigiditi, ma di ritenere che tutte queste questioni possano essere affrontate in modo positivo attraverso la collaborazione». Una volta arrivato anche l’ok dell’Unione europea, atteso entro il 16 novembre, e poi il disco verde dell’Authority polacca (prima di fine anno), Unicredit potrà mettere mano alla governance di Commerz. L’assemblea straordinaria è attesa con gli inizi del 2027, al più tardi a febbraio. A quel punto sarà prima ridisegnato consiglio di sorveglianza e a cascata il cda. D’altra parte, da un lato Orlopp ha ribadito di avere un contratto fino al 2029, ma dall’altro ha ammesso che serve collaborazione e visione comune tra il board e il consiglio di sorveglianza. Tradotto: il destino della ceo sembra segnato.
Motivo per cui inizia a circolare il nome di qualche possibile sostituto. A cominciare da quello cda. Qualche nome di candidato ceo è già circolato, a cominciare dall’ex ad di Hvb (ora in Deutsche Bank) Michael Diederich. Dopo, si affronterà la questione dell’integrazione. La via più breve e anche meno impegnativa dal punto di vista del capitale (costerebbe 20-40 punti base di Cet1) è quella della fusione inversa, ovvero Commerzbank che acquisisce Hvb. Una soluzione che rende Francoforte centrale e che accontenta così anche la parte tedesca. Unicredit si troverebbe ad avere circa il 70-75% del capitale e il governo di Berlino l’8%: le sinergie aumenterebbero e le due banche insieme avrebbero l’8,5% del mercato tedesco.
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