Europa e Australia si avvicinano a un accordo commerciale. Alcuni nodi devono ancora essere sciolti, ma dopo il Mercosur e l’India, a gennaio, l’Unione mette una terza freccia nell’arco delle intese di libero scambio con cui vuole creare nuove opportunità per le imprese esportatrici.
Il commissario al Commercio Maros Sefcovic e quello all’Agricoltura Christophe Hansen hanno avuto un lungo incontro con il titolare australiano del Commercio Don Farrell, iniziato giovedì e poi proseguito ieri. «Abbiamo fatto buoni progressi. Il confronto è stato costruttivo e positivo e ha consentito di avvicinare le rispettive posizioni su una serie di questioni», anche se rimangono delle divergenze «su un numero limitato di questioni ancora in sospeso», si legge in una dichiarazione congiunta di Bruxelles e Canberra.
Le due economie scambiano già beni e servizi per un valore di oltre 87,5 miliardi di euro. Ursula von der Leyen puntava a viaggiare dall’altra parte del pianeta già questo mese per mettere al sicuro il trattato, ma prima della svolta potrebbe volerci ancora altro tempo. Dopo cinque anni di complessi negoziati, e quando la firma sembrava a portata di mano, le trattative tra Ue e Australia erano naufragate nel 2023 per via della volontà di Canberra di ottenere una maggiore apertura del mercato europeo per le proprie esportazioni di carne di manzo e agnello. Per Bruxelles, è un dossier delicato che rischia di far infuriare nuovamente il settore agricolo. Solo due mesi fa, le massicce proteste contro l’intesa con il Mercosur rischiarono di far deragliare il trattato con i sudamericani, e spinsero il Parlamento europeo a ricorrere alla Corte di Giustizia. L’Ue punta a una quota di 30 mila tonnellate all’anno a dazi zero, ma l’Australia vuole di più, e le organizzazioni agricole hanno già messo in guardia che si tratterebbe di «un onere sproporzionato».
Altro punto delicato riguarda le tutele per le indicazioni geografiche protette (come parmigiano, pecorino, prosecco e champagne), ambito in cui l’Australia vorrebbe delle concessioni. Ma l’interesse Ue è anche geo-strategico: Bruxelles punta ad assicurarsi un accesso privilegiato alle riserve minerarie australiane — a cominciare dal litio — per ridurre la dipendenza dalla Cina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email
