Sarà, se funzionerà, una piccola rivoluzione. Così come già accaduto nel settore bancario. Partirà giovedì prossimo, il 15 gennaio, l’arbitro assicurativo, lo strumento per risolvere le controversie fra clienti e compagnie in maniera veloce e a basso costo. L’organismo indipendente, fortemente voluto dall’Ivass, risolverà le dispute infatti entro 180 giorni a un prezzo di 20 euro che verranno restituiti in caso di accoglimento del ricorso.
L’auspicio è che l’arbitro, come spiegano fonti Ivass, sia «destinato a diventare anche un osservatorio privilegiato sulle criticità ricorrenti del settore, consentendo alla vigilanza di intervenire in modo più mirato e tempestivo a beneficio dell’intero sistema».
Lo strumento arriva infatti dopo un lungo pressing (e diversi rinvii) dell’autorità di vigilanza anche vista la buona esperienza di quello bancario e finanziario (Abf), nato nel 2009 e quello delle controversie finanziarie istituito dalla Consob. Il lancio dell’arbitro è visto con favore dai consumatori di Assoutenti che però avvisano di alcune possibili criticità. «Avremmo auspicato la nascita di un organismo pienamente autonomo, e non incardinato presso Ivass, autorità che nella sua storia ha spesso assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati».
Le richieste
Quindi l’associazione sottolinea che «nel solo 2024 il comparto assicurativo ha generato oltre 113mila reclami. È realistico — si chiede — pensare che un unico collegio possa reggere, in tempi ragionevoli, un potenziale afflusso di migliaia di ricorsi?». E per l’Aiped (l’associazione di periti danni) occorre che il nuovo arbitro «si fondi su regole chiare, istruttorie solide e un’adeguata valorizzazione delle competenze tecniche», come commenta il presidente Luigi Mercurio. Si vedrà nei prossimi mesi quindi se il meccanismo funzionerà, dopo il necessario “rodaggio”, anche nel migliorare i rapporti fra imprese e compagnie assicurative. L’Ivass sottolinea infatti come «l’auspicio è che l’Arbitro non sia solo uno strumento per risolvere una controversia, ma serva a rafforzare la fiducia nel mercato assicurativo e a favorire comportamenti corretti.
Le decisioni dell’Arbitro e le motivazioni poste alla base delle stesse costituiranno un indirizzo interpretativo a beneficio di tutte le parti in causa». Va ricordato infatti che il ricorso all’Arbitro può essere presentato solo dopo aver presentato reclamo alla compagnia e all’intermediario e non si è ricevuta risposta trascorso il termine di 45 giorni o se si è ricevuta una risposta non soddisfacente. La decisione sul ricorso non è vincolante: se, tuttavia, l’azienda non la rispetta, la notizia dell’inadempimento è pubblicata sul sito dell’arbitro per un periodo di 5 anni e resta in evidenza per 6 mesi sul sito internet della stessa compagnia. In ogni caso se il cliente o la compagnia si ritengono insoddisfatti possono sempre rivolgersi all’autorità giudiziaria.
Le reazioni
L’Aiped ricorda inoltre, come lo strumento rappresenti un’importante innovazione nel sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie in ambito assicurativo, con l’obiettivo, ritenuto centrale, «di rendere più accessibile, rapido ed efficiente l’accesso alla tutela per assicurati, imprese e operatori».
L’associazione ricorda di aver espresso un «contributo tecnico», osservazioni e proposte, ribadendo «l’importanza di criteri chiari e verificabili per la selezione dei componenti dei Collegi dell’Arbitro, nonché di una interpretazione inclusiva del requisito di rappresentatività delle associazioni di categoria chiamate a partecipare al sistema». L’associazione conclude sottolineando come sarà fondamentale monitorare con attenzione i primi casi trattati, per valutare l’effettiva capacità dell’Arbitro di garantire equità e trasparenza nelle decisioni. Solo così si potrà capire se questo strumento rappresenterà davvero una svolta nel rapporto tra consumatori e compagnie assicurative.
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