28.10.2026
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Science

sono nate molto prima delle montagne


Le Alpi custodiscono un frammento di crosta terrestre formatosi circa 530 milioni di anni fa, ben prima della nascita della catena montuosa. Nella zona di Pinerolo e della Val Chisone, nelle Alpi occidentali, i geologi hanno individuato rocce magmatiche risalenti al Cambriano. Queste rocce sono state generate centinaia di milioni di anni prima che le attuali montagne assumessero la loro forma attuale.

Una scoperta che riscrive la storia geologica

Finora si riteneva che le rocce nell’area avessero un’età di circa 300 milioni di anni. Ora, la scoperta conferma la presenza di un frammento crostale ancora più antico, sopravvissuto ai processi tettonici e metamorfici che hanno dato origine alle Alpi.

Lo studio, curato da Francesco De Cesari, Davide Dana, Salvatore Iaccarino, Chiara Montomoli, Alberto Corno, Daniela Rubatto e Rodolfo Carosi con il supporto dell’Università di Torino e dell’Università di Berna, è stato accettato dalla rivista scientifica internazionale Terra Nova.

Gli zirconi: testimoni del tempo geologico

Per identificare l’età delle rocce, i ricercatori hanno esaminato zirconi, minuscoli «orologi» della Terra che possono conservare tracce della loro formazione anche per centinaia di milioni di anni. Dall’analisi di diversi campioni appartenenti al Massiccio Dora-Maira sono emerse età di 532 e 530 milioni di anni, valori che collocano le rocce all’inizio del Periodo Cambriano.

In quel periodo le Alpi non esistevano ancora e la disposizione dei continenti era radicalmente diversa da oggi. «I risultati mostrano che qui si è conservata una porzione di crosta terrestre molto più antica di quanto si fosse mai ipotizzato finora», sottolinea Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana. Questi materiali, sopravvissuti a innumerevoli eventi geologici, si sono poi deformati nel corso della formazione alpina.

L’antico Gondwana sotto le Alpi

La notizia offre una nuova chiave per tracciare la storia dell’antico supercontinente Gondwana, dal quale queste rocce derivano, e per capire meglio i rapporti tra le antiche masse continentali prima dell’apertura dell’Oceano della Tetide Alpina. In altre parole, le montagne hanno inglobato materiali provenienti da epoche enormemente precedenti alla loro stessa formazione.

Questi risultati permettono di studiare eventi geologici avvenuti quando l’Europa e il Mediterraneo non esistevano nelle forme attuali. La ricerca è stata illustrata da Francesco De Cesari, dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, durante il congresso congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia a Padova.

Frutto del progetto CARG e del nuovo Foglio geologico n. 172 «Pinerolo», lo studio sottolinea l’importanza della cartografia geologica nazionale: integrare analisi da campo e metodi di laboratorio rende possibile riportare alla luce capitoli della storia della Terra rimasti sepolti per oltre 530 milioni di anni.

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