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Sondaggi politici, perché l’alleanza con Vannacci non conviene al centrodestra


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Più che un alleato, un problema. Per il centrodestra Roberto Vannacci è ancora un rebus da risolvere, ma l’ultimo sondaggio realizzato da Antonio Noto per Il Giornale fornisce una prima interpretazione utile per sciogliere le riserve sulle future alleanze.

Stando ai numeri, se Futuro Nazionale si alleasse col centrodestra alle prossime elezioni, la coalizione guidata da Giorgia Meloni e il campo largo sarebbero entrambe appaiate in un testa a testa pericoloso. Mentre la corsa solitaria del generale premierebbe sia i partiti di governo che i futuristi. 

Come cambia il centrodestra con Futuro Nazionale 

Con l’ingresso di Fn nella coalizione di governo l’effetto Vannacci ci sarebbe, ma non nella direzione che molti immaginano: centrodestra e campo largo finirebbero appaiati al 45% e a perdere terreno sarebbero proprio i partiti alleati del generale.

FdI lascerebbe dietro due punti percentuali scendendo dal 29% al 27%, Forza Italia passerebbe dal 7,5% al 6,5%, Noi Moderati quasi sparirebbe dall’1,5% allo 0,5%.

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Paradossalmente, il danno più contenuto sarebbe per la Lega: l’ex partito del generale perderebbe mezzo punto attestandosi al 6% dall’attuale 6,5% dopo aver recuperato terreno negli ultimi sondaggi proprio su Fn. 
Ma non andrebbe meglio nemmeno a Vannacci. L’eurodeputato dovrebbe accontentarsi del  4% a fronte del 6% in una situazione in cui l’unica regola sarebbe il “liberi tutti”. Ma, come se non bastasse, se il generale corresse da solo – rileva il sondaggio – anche il centrodestra ne beneficerebbe salendo al 45,5% e lasciando il centrosinistra al 42%. 

L’alleanza tra Vannacci e il centrodestra premia il centro e M5S

Ma dove finirebbero questi voti persi? In larga parte nell’area centrista. La spiegazione di questo effetto domino andrebbe ricercata secondo Noto nei movimenti dell’elettorato moderato che con l’ingresso di Vannacci nell’alleanza si allontanerebbe dal centrodestra tradizionale. Crescerebbero Azione, il Partito Liberaldemocratico, Sud Chiama Nord ma anche alcune forze che orbitano nell’area del campo largo come Italia Viva.

Nel centrosinistra, l’effetto Vannacci sarebbe positivo per il Movimento cinque Stelle che passerebbe dall’11,5% al 13% intercettando le preferenze degli astenuti e i voti di protesta. Nessun balzo in avanti né indietro per il Pd  – stabile al 20% – e Avs data sempre al 6%. 

Ma all’emorragia di voti se ne aggiungerebbe un’altra: quella degli elettori. A essere colpita, sarebbe anche l’affluenza che scenderebbe dal 61% al 59%. Perché, secondo Noto, una quota di elettori preferirebbe restare a casa piuttosto che votare una coalizione in cui il ruolo di Vannacci diventa strutturale spostando il peso dell’intera coalizione.


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