Sofia Goggia è seconda nel superG di Crans Montana, ultima tappa prima dei Giochi, e soprattutto ritrova il sorriso. «Adesso sono pronta per la nostra Olimpiade». Non ha vinto, è vero: 18 centesimi la separano dalla padrona di casa Malorie Blanc, 21 anni. Ma la risposta che cercava è arrivata tutta lì, in una gara che conta. Era dal 21 dicembre, vittoria in Val d’Isère sempre in superG, che la bergamasca non saliva sul podio.
La specialità che in stagione le ha dato più certezze: tre podi contro uno in discesa. Forse, a ben vedere, è stato persino meglio così. Vincere avrebbe caricato ulteriore pressione su chi, ai Giochi, sarà inevitabilmente al centro della scena. E poi il contesto non aiutava: appena 24 ore prima Lindsey Vonn, amica e rivale, in una discesa poi annullata per i troppi incidenti era finita nelle reti, infortunandosi al ginocchio e mettendo a rischio il sogno olimpico.
Difficoltà
Sciare, ieri, non è stato facile per nessuna. Nemmeno a Crans Montana, ancora segnata dal rogo del Constellation, il locale davanti al quale le azzurre si erano fermate per deporre fiori e osservare un minuto di silenzio per commemorare i ragazzi che non ci sono più. «Il pensiero di quel dramma mi ha accompagnato per tutto questo mese, sapendo di dover gareggiare proprio in questa località», ha raccontato Goggia dopo l’arrivo, indicando la fascia nera al braccio e alzando il dito verso il cielo.
In quel momento era al comando, davanti a Roberta Melesi, poi beffata di sei centesimi da Breezy Johnson (pettorale 29), terza a 36/100 dalla Blanc. Per Melesi resta il quarto posto, miglior risultato in carriera, ma niente Giochi. A Cortina, invece, nel superG olimpico ci saranno Goggia, Federica Brignone (18ª ieri a 1”28, con mezzo testacoda: «Mi sono quasi girata»), Elena Curtoni (out dopo una porta presa in pieno) e Laura Pirovano.
Grande rammarico per quest’ultima: stava vincendo, ma un errore nel finale l’ha costretta a saltare la penultima porta. Il tabù del podio in Coppa continua, si spera venga spezzato ai Giochi. «Come squadra abbiamo messo in pista un ottimo atteggiamento, un bel Super G», dice Sofia da capitana. «Mi dispiace per la Lolli, che stava facendo un garone, avrebbe sicuramente vinto. E per la Roby, che ha sognato il podio fino alla fine. E anche per Elena». Poi guarda avanti: «Gennaio non è mai stato un mese facile per me, finirlo con un podio è il modo migliore per presentarsi alle Olimpiadi. Sono contenta della mia prestazione e di aver mantenuto il pettorale rosso di leader della specialità. Sto bene fisicamente e mentalmente. L’Olimpiade per me è sacra. Pensare che le prossime gare saranno quelle olimpiche già mi gasa. L’appuntamento è a Cortina».
Appuntamento
Le donne disputeranno la prima gara olimpica l’8 febbraio: si comincerà proprio con la discesa libera. Per Goggia sarà la terza Olimpiade, dopo l’oro di PyeongChang 2018 e l’argento di Pechino 2022. «Le uniche che ho fatto sono state nel continente asiatico, lontano dal rumore europeo. Questa è la nostra Olimpiade. Correre i Giochi per l’Italia, in Italia, sarà un’emozione unica».
Prima toccherà agli uomini, che si giocheranno il titolo olimpico sabato 7 e che oggi a Crans Montana affronteranno l’ultima discesa pre-Giochi (ore 11, diretta Rai2 ed Eurosport). Ieri Mattia Casse è stato il più veloce nell’unica prova disputata, ma ancora rimane nella mente di tutti l’ultima libera disputata sull’iconica Streif di Kitzbuhel otto giorni fa, quando Giovanni Franzoni (che ieri ha rischiato una brutta caduta nei training) si è imposto davanti al fenomenale svizzero Marco Odermatt, desideroso di una rivincita nella gara di casa.
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