Ottantotto anni lui, 84 lei. Sposati dal 1963, insieme praticamente da sempre e laziali da quando erano ragazzi. Domenico ed Elena, la coppia di tifosi diventata virale dopo Lazio-Genoa, non riescono nemmeno a ricordare quale sia stata la prima partita vista insieme. «Come faccio? Parliamo di settant’anni fa», scherza Domenico.
Una vita insieme tra stadio e passione
La loro storia ha conquistato i social per pochi secondi ripresi allo Stadio Olimpico. Domenico ed Elena salgono lentamente i gradoni della Tribuna Tevere, sostenendosi e aiutandosi. Intorno, uno stadio insolitamente vuoto per la contestazione dei tifosi della Lazio nei confronti del presidente Claudio Lotito. Loro, però, sono lì. Come hanno fatto per una vita.
«Lei forse è ancora più laziale di me»
Stabilire chi sia il più laziale in casa non è semplice. Domenico alla fine indica Elena: «Forse lei. Si mette sempre la maglietta, la sciarpetta. Io magari sono proprio avvelenato, però mia moglie molte volte è molto più laziale di me».
La Lazio accompagna praticamente tutta la loro storia insieme. Quando gli si chiede quale sia la prima partita vista fianco a fianco, Domenico sorride davanti a un ricordo ormai troppo lontano. Più facile tornare a uno dei momenti indimenticabili della storia biancoceleste. «L’anno dello scudetto, come si fa a scordarsi il 1974?». Ma Domenico non vuole scegliere una sola partita: «Sono state tante quelle belle. Abbiamo avuto tantissimi campioni, non saprei metterne una davanti all’altra. Anzi no, una la metta davanti a tutte: l’1-0 di Lulic nella finale di Coppa Italia. Sì, la «Coppa in Faccia» contro la Roma».
Il video all’Olimpico e la scoperta in famiglia
Domenico ed Elena non sapevano che qualcuno li stesse riprendendo mentre affrontavano i gradoni dell’Olimpico. Per loro quella scena che ha commosso i social non aveva nulla di straordinario. Era semplicemente un altro giorno allo stadio.
A raccontargli che quelle immagini stavano cominciando a circolare sono stati i familiari. «Mi ha telefonato mia figlia e mi ha mandato il video. E poi anche mio nipote Tiziano».
C’è un particolare che rende ancora più familiare quella scena. Domenico racconta che affrontare quelle scale non è semplice e che, quando arrivano allo stadio, trovano spesso qualcuno pronto a dare loro una mano. «Ci aiutano sempre». Perché in quel settore, dopo tanti anni, non ci sono soltanto altri spettatori: «Siamo come una famiglia, sono anni che ci conosciamo».
L’affetto dei social e la riflessione sulla sicurezza
Sono bastati pochi secondi perché la salita di Domenico ed Elena sui gradoni della Tribuna Tevere facesse il giro dei social. Tra i commenti prevalgono l’affetto e la commozione. «Che spettacolo, quanto so’ belli mamma mia», scrive un tifoso. Un altro, pur sottolineando la «sacrosanta protesta», osserva che «non si può dire nulla a questa stupenda coppia di laziali». Il video supera anche i confini italiani: tra le reazioni compare un semplice «Maravilloso».
C’è chi arriva a considerarli l’immagine stessa del tifo biancoceleste: «Mi sentirei rappresentato degnamente», scrive un utente immaginandoli simbolicamente come gli unici due spettatori delle partite della Lazio. Un altro sostiene che Domenico ed Elena meriterebbero addirittura «la tessera a vita».
La scena ha aperto però anche una riflessione sulla difficoltà che due persone di 88 e 84 anni possono incontrare nel percorrere i ripidi gradoni dell’Olimpico. «Bellissimo e molto commovente», scrive un utente, chiedendosi però dove fossero gli steward e cosa sarebbe potuto accadere se uno dei due fosse inciampato.
Domenico, in realtà, racconta che allo stadio qualcuno pronto ad aiutarli c’è spesso: «Quando arriviamo lì ci aiutano. Ci aiutano sempre».
La contestazione, lo stadio vuoto e l’appello al dialogo
Dietro l’emozione suscitata dal video rimane inevitabilmente l’immagine dello stadio semivuoto. Domenico non nasconde il disagio davanti a un Olimpico con così pochi tifosi. Comprende le ragioni della protesta, ma non condivide la scelta di lasciare gli spalti vuoti. «Vedere uno stadio con 4-5 mila persone è proprio una cosa triste e brutta, veramente. I tifosi avranno pure ragione su tante cose, però noi non siamo d’accordo con una contestazione così».
La posizione di Domenico, però, non è contro chi protesta. Anzi, ribadisce di comprenderne le ragioni. Vorrebbe semplicemente una protesta diversa: «Io sono d’accordo con la contestazione, per carità. Ma che venissero dentro allo stadio a contestare contro il presidente».
E quando il discorso arriva direttamente a Lotito, Domenico racconta anche di averlo incontrato in passato insieme alla moglie, in occasione di una partita europea alla quale erano stati invitati proprio dal presidente. «Sarà pure una bravissima persona, però ha un carattere particolare. Sa tutto lui, capisce tutto lui, non è possibile un confronto». Secondo Domenico il presidente dovrebbe cercare di ricucire il rapporto con il popolo biancoceleste: «Dovrebbe fare non uno, ma tre o quattro passi verso i tifosi».
Da Acilia all’Olimpico, ancora in automobile a 88 anni
Dietro il video diventato virale c’è anche un particolare che racconta quanto significhi ancora oggi andare a vedere la Lazio per Domenico ed Elena. Vivono ad Acilia e per ogni partita devono attraversare una parte consistente della città per raggiungere lo Stadio Olimpico. E ci vanno ancora in automobile. A guidare è Domenico, a 88 anni: «Porto ancora la macchina, ce la facciamo».
Poi ci sono quei gradoni. Oggi costano inevitabilmente più fatica rispetto a quando erano ragazzi. Ma rinunciare allo stadio non sembra ancora contemplato.
«Facciamo fatica davvero. Però è la grande passione che abbiamo sempre avuto, che abbiamo e che avremo fino alla fine. Finché ci va».
I bambini, i panini e la tradizione familiare allo stadio
Il racconto di Domenico ed Elena diventa ancora più personale quando riaffiorano gli anni in cui allo stadio non andavano soltanto loro due. «Noi ci andavamo con i bambini piccoli», ricorda Domenico. La partita diventava una giornata da trascorrere insieme e da casa si portava anche qualcosa da mangiare.
Elena ricorda i panini preparati per la famiglia. Dentro c’era uno dei sapori rimasti legati a quelle domeniche: la frittata con zucchine e cipolla.
Un dettaglio semplicissimo, ma capace di raccontare cosa abbia rappresentato lo stadio nella loro vita. Non soltanto novanta minuti di calcio, ma un rito familiare tramandato negli anni.
Oggi Domenico guarda i ragazzi trascorrere ore davanti allo smartphone e il confronto con quella maniera di vivere il calcio gli viene spontaneo: «Il cellulare? Non vedi niente. Ma che cosa vedi? Lo stadio è lo stadio, c’è poco da fare».
Poi arriva la domanda più semplice: cosa direbbe a un ragazzo di vent’anni per spiegargli cosa significhi amare la Lazio per tutta la vita?
Domenico non ha bisogno di pensarci molto.
«Una volta che ti entra nel sangue quella maglia, non te la toglierai mai più»
Lazio-Genoa
Nulla di più bello, nulla di più vero.❤️#Lazio #SerieA pic.twitter.com/h5nj2wH883
— Luca Cavarretta (@LucaCavarr54294) August 30, 2026
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