22.01.2026
12 Street, Rome City, Italy
Politics

Si accelera sul pacchetto sicurezza. E Salvini: «Stazioni da militarizzare»


La strategia

ROMA «Militarizzare le stazioni», con uomini «su tutti i treni». Questo l’auspicio di Matteo Salvini per porre un freno alle violente aggressioni perpetrate sui mezzi di trasporto o in zone limitrofe a stazioni o fermate dei bus. Il vicepremier ne parla a «4 di sera» su Retequattro, replicando a chi, a sinistra, accusa il governo di voler trasformare l’Italia in uno stato di polizia con poteri repressivi. Lo fa nello stesso giorno in cui cronaca torna a bussare alle porte della politica, con l’ennesimo accoltellamento di cui è rimasto vittima un giovane di 18 anni. Dal ministro Piantedosi, intervistato dall’Adnkronos, l’invito a «un’ampia convergenza» sui nuovi provvedimenti in arrivo.

I treni

L’ultimo caso è quello di Roma Termini, ma già il report pubblicato a luglio da Fs security parlava chiaro: in ambito ferroviario si verifica più di un’aggressione al giorno. Una piaga sanabile, «fosse per il ministro dell’Infrastrutture» militarizzando le stazioni: «Non possiamo mettere un poliziotto a ogni angolo e su ogni autobus, però i cittadini perbene non hanno paura della divisa. Se fermano me e mi chiedono i documenti, io sono solo contento», il ragionamento di Salvini che arriva a pochi giorni dalla polemica su Strade sicure, l’operazione di impiego dei militari in ambito urbano di cui il Carroccio ha invocato l’estensione, nonostante le iniziali remore del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Corsia preferenziale

Sul fronte della sicurezza, l’attesa è per il nuovo pacchetto di norme — circa 65 — che dovranno essere incluse in un disegno di legge e in un decreto legge ad hoc. Passi avanti che andranno fatti più velocemente. Lo impone un nuovo tragico episodio di cronaca: la morte di Youssef Abanoub lo studente di 18 anni accoltellato a scuola da un compagno.

Il primo a muovervi è stato il sottosegretario dell’Interno in quota Lega, Nicola Molteni, che, alla luce dell’episodio, ha chiesto «una riflessione su un’ulteriore anticipo» delle «utili e dettagliate norme sul divieto dei coltelli ai minori». Oggi, ha aggiunto, «è necessario e urgente affrontare il fenomeno dell’uso delle lame nella criminalità giovanile: va fatta una riflessione sulla possibilità di un decreto, affinché se ne anticipi l’entrata in vigore».

Al momento, infatti, le misure pensate per imporre un divieto all’uso e all’acquisto di armi da taglio da parte dei giovani sono contenute all’interno del ddl, e non all’interno del decreto legge che, a differenza del primo strumento normativo, è subito vigente. Il «cambio di passo» sul fronte della sicurezza non è solo quello invocato dalla premier durante la conferenza stampa di inizio anno, ma anche quello avanzato dal ministro Piantedosi nei confronti delle opposizioni, a cui chiede di non cadere in «contraddizioni»: «Non è possibile che si invochino azioni più incisive, maggiori attenzioni ai temi della sicurezza ed allo stesso tempo si critichino apertamente politiche orientate proprio a garantire condizioni di maggiore sicurezza», ha detto Piantedosi in un’intervista all’Adnkronos, nella quale è tornato ad auspicare «un’ampia convergenza», in particolare su quei temi come la violenza minorile e l’utilizzo dei coltelli dove «tutte le forze politici e tutti i movimenti di opinione si sono in qualche modo espressi con preoccupazione». Questo, alla vigilia dell’approdo in Cdm delle nuove misure che, garantisce il ministro, avverrà entro gennaio. Lo sguardo del Viminale è a quello che succede anche negli altri paesi d’Europa, tutti — indipendentemente dal colore politico — alle prese su come «adeguare le politiche di sicurezza ai problemi che emergono». «Dati di fatto» per Piantedosi, e non «posizioni ideologiche».

Val. Pigl.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]