Il grande restauro degli affreschi di Giotto nella Basilica di Santa Croce a Firenze segna una nuova fase per uno dei capolavori dell’arte medievale italiana. Dopo quattro anni di lavoro, il cantiere è ormai nelle fasi finali e i restauratori stanno completando gli ultimi ritocchi in vista della riapertura ufficiale prevista a settembre.
La rinascita della Cappella Bardi
Gli affreschi, realizzati dopo il 1317, decorano le pareti della Cappella Bardi e raccontano la vita di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Questo ciclo pittorico è considerato tra le opere più importanti di Giotto, come sottolinea Renata Pintus, responsabile del reparto muratura dell’Opificio delle Pietre Dure.
Il restauro rappresenta non solo un intervento conservativo, ma anche una vera e propria ricostruzione visiva dell’opera, tesa a restituire una lettura più chiara e completa del ciclo pittorico. L’obiettivo è rendere nuovamente accessibile e comprensibile l’impianto narrativo originale concepito dall’artista.
Lavorare accanto a Giotto
I restauratori raccontano che la più grande emozione è stata sentirsi idealmente accanto a Giotto durante il delicato processo creativo, «ripercorrendo le fasi di realizzazione di un’opera considerata un punto di riferimento assoluto nella storia dell’arte».
Gli affreschi, per lungo tempo dimenticati dopo essere stati coperti da strati di calce, iniziarono a riemergere a metà del XIX secolo. Un precedente intervento di restauro risale invece al 1957-1958. Questo nuovo progetto assume quindi un’importanza decisiva per la conservazione e la lettura dell’opera, come evidenzia Stefano Filipponi, responsabile dell’Opera di Santa Croce.
Una narrazione che parla ancora oggi
Il restauro degli anni Cinquanta aveva già rimosso le parti non originali, recuperando il dipinto di Giotto, ma nelle aree mancanti erano stati inseriti elementi neutri, pratica comune all’epoca, che però rendeva difficile la lettura complessiva delle scene.
Oggi, grazie al nuovo intervento, le scene dipinte tornano più leggibili e vicine all’intento originario di Giotto: strutture visive tridimensionali di grande impatto per il pubblico medievale, capaci di narrare emozioni in modo diretto e coinvolgente. È un linguaggio narrativo che, ancora oggi, sorprende per modernità ed efficacia espressiva.
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