Questa sera si conclude ufficialmente l’anno 2025 e le squadre di Serie A, possono finalmente fare i conti. La parte finale della scorsa stagione ha riservato grandi sorprese, tra il testa a testa tra Napoli e Inter per lo scudetto, vinto poi dagli azzurri, alla caduta del Milan, che ha cambiato più volte allenatore, senza però trovare una quadra. La rinascita della Roma con Ranieri e la favola Bologna, che ha alzato la Coppa Italia. In questa prima parte di campionato invece, la Fiorentina sta vivendo un incubo, con l’ultimo posto in classifica, che rischia seriamente di costare la retrocessione. Lazio e Atalanta sono altalenanti, mentre la Juventus sta pian piano ritrovando la forma migliore. Infine, il Como, che ha saputo subito valorizzare i grandi investimenti fatti durante l’estate.
La Roma in testa
Dopo lo scontro fino all’ultima giornata 24/25 tra Napoli e Inter per lo scudetto, nessuno si sarebbe aspettato di trovare una terza squadra in testa alla classifica dei punti fatti. Eppure, la Roma, prima con Ranieri, poi con Gasperini, è riuscita a dare vita ad un progetto fatto di costanza e concretezza. Ranieri ha accettato l’incarico nel momento più buio, con la squadra incastrata nei bassifondi, a causa di una disastrosa gestione della società e di Juric. “Sir Claudio” è riuscito però, a tirare fuori il vero spirito capitolino dai giocatori, che uno dopo l’altro sono riusciti a migliorare, diventando dei punti fermi anche per il futuro. Ben 82 punti raccolti, in 37 partite giocate, di cui 26 vittorie, 4 pareggi e solamente 7 sconfitte. Sono stati segnati 52 gol e subiti appena 22. Una solidità difensiva che ha fatto la differenza, specie perché gli attaccanti non sempre sono stati spietati sottoporta. Indubbiamente, i passi falsi fatti questa stagione con Cagliari e Torino, così come le sconfitte nei big match (Inter, Juventus, Milan e Napoli), hanno rallentato la scalata verso il ritorno in Champions League. La corsa però, rimane apertissima. Il mercato potrebbe dare un’ulteriore svolta al valore della rosa, che nel pacchetto offensivo ha dimostrato di avere diverse lacune.
La lotta tra Napoli e Inter
Nello scorso campionato, la sfida tra Inter e Napoli è stata sicuramente la più agguerrita, con la squadra partenopea che è riuscita a fare uno scatto in più nelle ultimissime giornate. L’Inter infatti, ha fatto diversi passi falsi, perdendo punti pesanti che alla fine, sono costati il titolo. I pareggi con Parma e Lazio sono stati sicuramente quelli più difficili da digerire. Dal canto suo, il gruppo allenato da Conte ha avuto una tenacia straordinaria, riuscendo a strappare punti decisivi, nelle gare più sporche. Successi di gruppo, giunti anche grazie al supporto di un allenatore che basa la propria filosofia calcistica sulla vittoria. Il dato di fine anno vede i nerazzurri (con una gara in più) davanti con 77 punti, contro i 75 degli azzurri.
Nell’attuale campionato, gli azzurri hanno subito alcuni stop, dovuti anche a delle incomprensioni tattiche, nate dai tanti infortunati. L’ex allenatore di Juve e Chelsea ha dovuto ridisegnare la formazione, trovando un nuovo assetto che ad oggi, sta finalmente portando i suoi frutti. Chivu però, arrivato a Milano lo scorso giugno, si è preso la testa della classifica, zittendo gli scettici che hanno avuto dubbi sulla sua preparazione come allenatore.
Una sfida che è quindi destinata ad andare avanti, con nessuna delle due compagini disposta a mollare nella seconda parte di stagione.
Milan e Juventus
Juventus e Milan sono (insieme all’Inter) le squadre più titolate in Italia, eppure non si prendono la scena ormai da diversi anni. Hanno conquistato rispettivamente 71 (Milan) e 70 (Juventus) punti in questo 2025. I rossoneri hanno vissuto una delle stagioni peggiori della loro storia, con il doppio cambio in panchina che ha certificato le grandi difficoltà che ha avuto la squadra. Un ottavo posto quasi irreale per la rosa a disposizione. Ci sono state però, diverse incomprensioni nello spogliatoio, che hanno fatto crollare il castello, dando poi vita ad un inevitabile rivoluzione. L’arrivo di Max Allegri ha cambiato le carte in tavola: meno spettacolo, più concretezza. Risultato? Secondo posto in classifica, in piena lotta scudetto. Il tecnico toscano, con l’importante collaborazione di Tare, ha ridato uno spirito vincente al» Diavolo», riuscendo a far sparire le tensioni del passato. Chissà che questa solidità possa effettivamente reggere un’intera stagione.
In casa Juve le cose sono più complicate. In questo 2025 sono stati esonerati Thiago Motta e Igor Tudor, a dimostrazione di come le strategie messe in atto per far tornare in alto il club, non siano andate a buon fine. Dal mercato sbagliato di Giuntoli, ai malumori nello spogliatoio, partiti dalla cessione di Danilo. Spalletti però è stato paziente. Non ha voluto accelerare il processo, cercando di plasmare al meglio ogni calciatore a disposizione. I risultati, adesso, sono a suo favore: il passo in più potrebbe arrivare proprio in questo nuovo anno.
Le sorprese Bologna e Como
Subito dopo le cinque big italiane, ci sono Bologna e Como, che hanno vissuto un’annata superlativa. I ragazzi di Italiano hanno riportato a casa la Coppa Italia, in finale con il Milan, accumulando in campionato 60 punti. Una conferma dello straordinario lavoro di Italiano, che nella sua carriera è riuscito a scalare anno dopo anno un gradino in più, affermandosi come uno dei migliori allenatori nel panorama calcistico italiano. Una squadra offensiva, come lo confermano i numeri (56 gol in 37 gare), ma che rischia anche molto (40 gol subiti). Insomma, il coraggio di non tirarsi indietro, fa parte del loro dna. Devono sicuramente gestire meglio alcune gare, come si è visto in questo ultimo mese, cercando magari di risultare meno spettacolari, ma più concrete. Il progetto è però molto ambizioso e il gap con quelle davanti si sta riducendo sempre di più.
A sorpresa, o forse neanche così tanto, il Como con 58 punti si posiziona subito dietro i rossoblù, arrivando sopra ad Atalanta, Lazio e Fiorentina. I ragazzi di Fabregas stanno saltando le tappe, avvicinandosi sempre di più ad obiettivi di alto calibro. Se nel finale della scorsa stagione i risultati sono andati in crescendo, in questa, hanno dimostrato di essere una delle squadre più spettacolari in Serie A. Un gruppo giovane, che potrebbe dare vita ad una realtà molto importante in Italia. L’aspetto fondamentale è quello di non perdere la propria natura, cercando di rimanere con i piedi per terra, con la consapevolezza delle proprie qualità.
Le delusioni di Atalanta, Lazio e Fiorentina
Tra le squadre più deludenti ci sono state sicuramente l’Atalanta, la Lazio e la Fiorentina. Se nella parte finale della scorsa stagione, la Dea ha dimostrato di essere tra le squadre più in forma, riuscendo a conquistare anche la qualificazione in Champions League, in questa prima parte di campionato hanno messo in mostra tantissime lacune. L’idea di ripartire da Juric, dopo l’era d’oro di Gasperini, ha creato grande confusione al gruppo, che si è dovuto scontrare con due mondi quasi opposti. I metodi e la comunicazione del tecnico croato hanno destabilizzato l’ambiente, rendendolo fragile. Palladino sta cercando di ricomporre il puzzle vincente, anche se la strada è ancora in salita. Alla fine hanno portato a casa 55 punti.
La Lazio invece, dopo un inizio scoppiettante con Baroni, è crollata vistosamente, non riuscendo più ad ottenere risultati positivi. I biancocelesti sono finiti addirittura fuori da tutte le competizione europee, dovendo affidare il progetto a Sarri da zero. La mancanza di mercato ha sicuramente rallentato il percorso del tecnico toscano, che ha potuto solamente fare affidamento su una rosa corta, colma di infortuni. La sensazione però, è che senza l’ex tecnico di Napoli e Chelsea, le cose sarebbero potute andare ancora peggio.
Infine, la Fiorentina, che è riuscita a strappare appena 42 punti, arrivando anche sotto al Torino, che ha chiuso a 44. In questa stagione hanno già scritto diversi record negativi della storia del club, conquistando appena 9 punti in quasi tutto il girone d’andata. Uno score senza senso, che ancora oggi è difficile da spiegare. Investimenti sbagliati, scommesse (troppo) rischiose e un progetto al baratro. Insomma, una squadra che non assomiglia minimamente a quella di Palladino, che ha fatto invece numeri molto positivi.
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