Notizie Nel Mondo - Notizie, affari, cultura Blog Politics Referendum, Nordio: «Se vince il no resto qui». L’Anm: indipendenza da tutelare
Politics

Referendum, Nordio: «Se vince il no resto qui». L’Anm: indipendenza da tutelare


POTENZA — Non si dimette se vince il no: «Assolutamente!». Se vince il sì si prende una vacanza. Un altro giro a via Arenula nel 2027, se Giorgia Meloni riuscisse nel bis alle politiche? «No, per me basta così..».

Carlo Nordio parla a tutto campo da Potenza, in Basilicata, tappa del tour elettorale che trascinerà per l’Italia il Guardasigilli da qui al referendum del 22 e 23 marzo.

Referendum, Nordio: «Se vince il no resto qui»

A tutto campo, per così dire, atterra anche l’elicottero della Guardia di Finanza che lo ha portato da Taranto al capoluogo lucano e diventa un caso per le opposizioni. Per il campo da calcio della Figc divelto dal vento dell’elica e reso inagibile e per l’uso di un mezzo pubblico per il tour elettorale (ma con la Gdf, assicurano dallo staff, c’è “un protocollo”). Alle minoranze la spiegazione non basta e il Pd, con Debora Serracchiani, presenta un’interrogazione scritta alla Camera per «conoscere motivazioni, modalità di autorizzazione, costi dell’operazione, inquadramento dell’evento come impegno istituzionale o politico». 

LO SCONTRO
Mancano poco più di due settimane al redde rationem elettorale e il clima si fa sempre più incandescente. Tra governo, opposizioni, magistrati. Nonostante gli appelli del Colle a tenere i toni bassi. Nordio ora li fa suoi: «Fin dall’inizio ho auspicato un confronto pacato, esclusivamente sui contenuti, spero si torni a questo». Segue l’arringa per difendere la riforma sognata da Berlusconi. «Dicono che vogliamo mettere i magistrati sotto la politica. Figurarsi se io, che ho fatto quarant’anni il magistrato e ho fatto la mia prima inchiesta contro le Brigate rosse posso volere questo». Altro che vessare le toghe, dice il ministro, «libereremo le energie all’interno della magistratura permettendo anche a chi non fa politica delle correnti di accedere a posizioni di responsabilità».

Ma dall’Anm rispondono. «Vogliamo tutelare l’indipendenza dei magistrati» spiega al Tg1 il presidente Cesare Parodi. Mentre in Parlamento è bagarre per la spilla per il sì indossata dai deputati di Fratelli d’Italia con il Pd in trincea: «Una violazione aperta della par-condicio». Nordio schiva le polemiche e le schermaglie con i frontmen del “No”. Le frasi di Gratteri e Di Matteo finite nell’occhio del ciclone? «Si commentano da sole» ma «nel mio mondo ideale i magistrati non dovrebbero criticare le leggi, che sono di competenza del Parlamento, e i politici non dovrebbero criticare le sentenze». Nel mondo reale però succede. Lo stesso Nordio ha sollevato seri dubbi sulla chiusura delle indagini a carico della sua capo di gabinetto Giusy Bartolozzi, «ho solo detto che le tempistiche sono sospette» rincara da Potenza, a casa del deputato meloniano doc Salvatore Caiata.

Chiediamo al ministro se ritiene opportuno, come in tanti del centrodestra chiedono, specie da Forza Italia, “sanzionare” disciplinarmente i magistrati che fanno attivamente campagna per il referendum e criticano il governo. E come mai, se è vero che le maniche della sezione disciplinare del Csm sono troppo larghe, negli ultimi tre anni il ministro ha impugnato solo cinque sentenze. «Come ministro della Giustizia sono riluttante ad esercitare l’azione disciplinare, penso perfino che dovrebbe essere sottratta alle competenze del ministro proprio per evitare una commistione tra politica e magistratura». I toni sono più dialoganti del solito. Nordio predica cautela ora che si entra nell’ultimo miglio e lo stesso ha fatto la premier Giorgia Meloni in un incontro a tu per tu con il Guardasigilli a Palazzo Chigi, la scorsa settimana, riportato da questo giornale. 

LE APERTURE
Forse per questo l’ex procuratore di Venezia ci tiene a piantare dei paletti. La grande battaglia del governo è la separazione delle carriere di giudici e pm, assicura, altre battaglie caldeggiate da una parte del centrodestra — leggi Forza Italia — resteranno per ora nel cassetto. Toccare l’obbligatorietà dell’azione penale? «Non è in programma». E una legge sulla responsabilità civile dei magistrati, chiesta a gran voce dal partito azzurro al grido “chi sbaglia paga”? «Neanche — taglia corto Nordio — se intendiamo colpire nel portafoglio i magistrati, la risposta è estremamente no: sarebbe una sanzione inutile, perché tutti i magistrati sono assicurati e non pagherebbero nulla, e un magistrato infedele o incapace non va punito nel portafoglio ma nella carriera». 
Nordio chiude su una nota personale. Non si immagina altri cinque anni ad amministrare la giustizia italiana: «Magari ritornerò a scrivere libri e articoli..». Ma l’unico orizzonte in vista ora è il voto della verità sulla riforma sognata dal Cav. Come dimostra l’agenda del Guardasigilli di FdI. Piena zeppa di appuntamenti fino al giorno delle urne. Poi tutto bianco. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Commenti e retroscena del panorama politico
Iscriviti e ricevi le notizie via email

Exit mobile version