01.02.2026
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Politics

Referendum, appello dei vescovi. Marina vede Tajani: battaglia per il Sì


L’incontro, assicurano da entrambe le parti, era «in agenda tempo». E rientrerebbe nei faccia a faccia periodici tra i due, l’ultimo dei quali era andato in scena poco più di un mese fa. Stavolta, però, il clima sembra diverso. Almeno a giudicare dall’ottimismo che si respira al termine del pranzo vicino al leader di Forza Italia. Nel giorno in cui il presidente della Cei Matteo Maria Zuppi invita ad andare a votare al referendum sulla Giustizia per «preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato», Antonio Tajani incontra a Milano Marina Berlusconi. E piatto forte dell’incontro, una «colazione di lavoro» che si protrae per oltre due ore nell’abitazione della primogenita del Cavaliere in Porta Venezia, è proprio il voto sulla separazione delle carriere e riforma del Csm del 22 e 23 marzo.

La presidente di Fininvest, a quanto trapela, si sarebbe informata sulle iniziative del partito azzurro in vista della consultazione. Una battaglia a cui i Berlusconi tengono molto, dal momento che quello della separazione delle carriere era il cavallo di battaglia del fondatore di Forza Italia. E su cui il vicepremier ha potuto rivendicare il «successo» della tre giorni di iniziative chiusa lo scorso week-end, in particolare quella milanese, con al centro proprio la riforma Nordio. Tra un piatto e l’altro però si sarebbe discusso anche del futuro di FI. E in particolare di quel «rinnovamento» chiesto a più riprese dai figli del Cavaliere, in particolare da Pier Silvio, che Tajani rivendica di aver già messo in opera. E sta qui il motivo dell’ottimismo diffuso tra gli azzurri vicini al vicepremier. Perché Marina, che nelle scorse settimane ha incontrato più di un esponente azzurro (da Zangrillo a Cirio a Occhiuto), avrebbe invece ribadito tutta la sua «fiducia» nell’operato del ministro degli Esteri alla guida del partito, in un clima «assolutamente positivo». Insomma: nessuno scossone in vista, assicurano dall’inner circle di Tajani. Dove leggono l’incontro di ieri come uno stop della famiglia a un’eventuale “fuga in avanti” del governatore calabrese, visto come il papabile sfidante al prossimo congresso. Si vedrà.

Di certo per ora c’è che sul referendum il clima resta caldissimo. Ieri a intervenire nel dibattito è stato il cardinale Zuppi, con quello che è stato letto come un assist al No (anche se il presidente della Cei si è limitato a un invito ad «andare a votare» dopo aver «ragionato sulla posta in gioco»). «Autonomia e indipendenza – ha detto Zuppi aprendo il Consiglio episcopale permanente a Roma – sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti. C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità. E che – ha aggiunto il presidente della Cei – è dovere preservare».

La polemica

Oggi al Tar, intanto, riparte la discussione sul ricorso presentato dai promotori della raccolta firme per spostare in avanti il referendum: la decisione non arriverà prima di domani. Mentre è polemica per un post (poi rimosso) del segretario generale dell’Anm Rocco Maruotti, che aveva accostato la riforma della giustizia all’omicidio di Alex Pretti a opera dell’Ice a Minneapolis. Dura la reazione del guardasigilli, per il quale il messaggio «offende non solo governo e Parlamento ma anche chi amministra la giustizia». E pazienza se il post viene rimosso perché per Maruotti «si prestava a essere strumentalizzato»: per Nordio si tratta di una «retromarcia tardiva e grottesca», mentre le scuse sono «inaccettabili».


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