Notizie Nel Mondo - Notizie, affari, cultura Blog Fashion Ragazze minorenni fanno colazione al bar con lo spritz e saltano scuola. «Ma sono le 8.30 del mattino». «Perché? Fa bene alla salute»
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Ragazze minorenni fanno colazione al bar con lo spritz e saltano scuola. «Ma sono le 8.30 del mattino». «Perché? Fa bene alla salute»


SACILE (Pordenone) — Sono in 7, tanto che hanno dovuto avvicinare due tavoli per stare tutte insieme. Passando distrattamente a qualche metro da quelle sedie colpiscono immediatamente i bicchieri che brillano di un arancione vivo, che squarcia il grigiore di una delle più fredde mattine di questo inverno. Sono grandi calici di quelli che da noi si usano per gli spritz. A dispetto delle temperature, ci ballano dentro perfino dei cubetti di ghiaccio. Le 7 ragazze sedute a ridere e scherzare tra di loro vestono elegantemente, da giovani donne, tanto da poter sembrare adulte, ma le sacche depositate ai piedi di ogni sedia tradiscono l’appartenenza alla categoria degli studenti. Del resto, non sono l’unico tavolo del bar di quel tipo, tra brioche, caffè e spremute.

LO SPRITZ

Ecco, la differenza è tutta proprio nella «colazione» che queste ragazze si stanno concedendo alle 8.33 del mattino. Una di loro sta scucchiaiando con bambinesca avidità una tazza di cioccolata, sul tavolino si notano almeno un altro paio di bevande calde, ma quattro sono calici di spritz. Aperol, dal colore. A precisa domanda, chi serve quei tavoli conferma con sguardo sconsolato che si tratta di spritz, ma pare che oggigiorno sia normale. Forse la cameriera intende per l’orario, in fondo quasi tutte quelle ragazzine potrebbero tranquillamente spacciarsi per maggiorenni. Meglio chiedere: «Buongiorno, sono un giornalista del Gazzettino, bevete spritz alle 8 del mattino?». La risposta arriva immediata e ridanciana «Sì» e perché? «Fa bene alla salute» afferma una di quelle che sembrano più avanti con l’età. Ingenuamente arriva la seconda, doverosa domanda: «Non siete a scuola?». Le voci si accavallano, c’è allegria nell’aria, lo spritz aiuta evidentemente. Par di capire che sia saltata la prima ora, per alcune le prime due addirittura: «Entrate alla terza ora? Quasi quasi conveniva restare a casa» altra risata. Qualche parola buttata qua e là sembra tradire una provenienza veneta, del resto le scuole superiori sacilesi attirano studenti anche dalle province vicine. Non è certo però. L’unica cosa poco probabile è che siano giovani sacilesi. Troppo alto il rischio di essere notate da qualche conoscente o amico di famiglia. In fondo è giovedì, e anche se a quell’ora il mercato appare ancora sonnolento, da lì a poco piazza e vie saranno gremite di gente. I tavoli vicini non sembrano invece far troppo caso a quei bicchieri sfavillanti. Ci sono poi altri studenti, anche grandicelli, ma davanti a loro si vedono cappuccini e brioche. 

MINORENNI

Al tavolo delle giovani donne: posso chiedervi quanti anni avete? Un paio restano in silenzio, diffidenti, le altre rispondono chi 16, chi 17. Altre risate, solo la giovane che ha davanti la cioccolata calda sembra aver intuito che forse non è del tutto normale che delle minorenni stiano consumando spritz al posto del cappuccino, alle 8.30 del mattino, in centro a Sacile, tra l’indifferenza dei presenti. Chissà se l’effetto svanirà del tutto prima dell’ingresso in classe. Chissà se le famiglie conoscono la situazione. Di certo non basta vestirsi da adulte per esserlo. Mesi fa alcuni genitori si erano lamentati per entrate alla seconda ora di cui venivano avvisati troppo tardi per potersi organizzare e dunque, sostanzialmente, preoccupati di non sapere dove bighellonavano i loro figli in quell’attesa. Nel recente passato era capitato anche di registrare indebite “invasioni” a una lavanderia a gettone. Qui gruppi di ragazzi in attesa della corriera, o con un’entrata ritardata, erano soliti radunarsi per stare al caldo. Mangiando, bevendo, lasciando immondizia sparsa dentro il locale e spaventando le clienti. Tanto che qualcuno aveva ricordato con nostalgia i tempi in cui tutti entravano alla stessa ora e casomai venivano vigilati dal bidello se mancava la prof.


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