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«Pronti a raccogliere la sfida, ma ora serve un osservatorio per gestire la trasformazione»


Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha parlato del sostegno che gli investimenti e l’adozione dell’intelligenza artificiale potranno avere sulla produttività. Ma anche delle possibili conseguenze sull’occupazione che andranno monitorate. Della trasformazione che l’IA porterà nel mondo del lavoro parlerà oggi la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, in un appuntamento dedicato al modo in cui le politiche pubbliche dovranno affrontare la trasformazione in atto.

Ministra, perché l’istituzione di un osservatorio per l’uso dell’IA nel mondo del lavoro?

«È una previsione normativa all’interno della legge sull’intelligenza artificiale che è stata approvata l’anno scorso dal Parlamento. L’Osservatorio ha l’ambizione di diventare la “casa” del confronto sulla governance per l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Presenteremo la nostra strategia sull’IA e il mondo del lavoro proprio stamattina a Roma, al Tempio di Vibia Sabina ed Adriano, in un evento con ospiti europei e internazionali, tra cui la Vice presidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Minzatu. Sarà una giornata di dibattito sul futuro con accademici, esperti e parti sociali».

Si stanno studiando ulteriori iniziative legislative per regolare l’intelligenza artificiale e la sua applicazione nel modo del lavoro?

«L’Italia ha una norma appena approvata, in sintonia con l’AI Act europeo. L’UE è di non eccedere con l’indirizzo regolamentazione. Sul punto c’è anche un dibattito approfondito a livello europeo e non solo, che seguo con attenzione. L’Italia è stata una delle prime nazioni a dotarsi di una legge sull’intelligenza artificiale e di questo credo che dobbiamo essere orgogliosi».

Come coordinare la formazione e necessità di favorire l’ingresso di donne e Neet nel sistema. L’IA può aiutare?

«Molto. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha già implementato l’IA nelle politiche attive del lavoro, nelle piattaforme dedicate Siisl, Appli ed Edo. Si tratta di tre strumenti che servono soprattutto ai giovani, alle donne e ai NEET per entrare nel mondo del lavoro. Abbiamo oggi la disoccupazione ai minimi, l’occupazione oltre i 24 milioni e un tessuto produttivo che fa fatica a trovare i profili lavorativi richiesti. Abbiamo anche 2 milioni di Neet e quindi l’IA dovrà servire proprio a ridurre il mismatch».

Come favorire l’adozione in azienda? Incentivi? Se sì, di che tipo?

«Innanzitutto ritengo fondamentale la formazione. Non solo dei lavoratori, ma anche degli imprenditori e dei manager, perché se le medie e grandi aziende hanno già adottato al proprio interno sistemi di intelligenza artificiale, il nostro tessuto di pmi è ancora all’inizio. Non mi preoccupa il ritardo, ma la prospettiva: le istituzioni devono accompagnare lavoratori e imprese verso questa nuova trasformazione e il Ministero del lavoro ha già iniziato a farlo, mi riferisco in particolare al Fondo nuove competenze. Sicuramente è l’inizio di un percorso e quindi sarà fondamentale il dialogo con tutte le parti sociali, con il mondo della formazione e con quello della scuola».

Il tribunale di Roma ha giudicato legittimo un licenziamento per «motivata riorganizzazione aziendale» nella quale l’uso della IA ha reso superflue alcune figure. Come vede questo passaggio e come la politica può affrontare questo cambiamento?

«Da tecnico posso solo dire che voglio leggere la sentenza per capire la reale portata dell’IA nella decisione in questione. La politica innanzitutto deve analizzare il cambiamento in atto, e anche a questo servirà l’Osservatorio per l’uso dell’IA nel mondo del lavoro, che avrà un ruolo determinante sulle modalità di lettura dei mutamenti sociali».

Il welfare va ripensato ai tempi della IA? Anche considerato che molti posti potrebbero essere rischio, non solo quelli poco qualificati, ma anche specializzazioni bancarie e di consulenza, come ricordano i recenti tonfi in Borsa.

«Cambierà tanto, ma le dimensioni del cambiamento ad oggi nessuno può prevederle, come ha detto anche la Presidente della Bce. A mio avviso le istituzioni devono concentrarsi sull’analisi e la lettura del fenomeno sociale, alla luce della transizione tecnologica. A mio avviso è fondamentale che l’IA diventi uno strumento capace di accompagnare e sostenere il cittadino. Coerentemente, in alcune prestazioni abbiamo già inserito l’IA generativa per migliorare l’efficienza e rendere i servizi più inclusivi e accessibili».

Ieri ha detto di sostenere il congedo parentale paritario. Sono possibili interventi legislativi con coperture adeguate?

«Ho detto che tra salario minimo e congedo parentale paritario preferisco il secondo. Ovviamente ogni norma deve avere una sostenibilità finanziaria che la proposta bocciata dal parlamento non aveva, così come certificato anche dalla Ragioneria generale dello stato. Chi governa deve confrontarsi sempre con il principio di realtà e con i limiti della finanza pubblica».


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