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Le borse globali entrano in una fase di forte turbolenza dopo il violento sell-off che ha colpito il comparto tecnologico, in particolare i produttori di semiconduttori e i titoli legati all’Intelligenza artificiale. La correzione, partita da Wall Street, si è rapidamente estesa ai mercati asiatici e poi all’Europa, riportando al centro del dibattito il tema delle valutazioni troppo elevate raggiunte dal settore AI.
A Piazza Affari il listino milanese è tra i più penalizzati in Europa: il Ftse Mib arretra di circa l’1,7%, trascinato soprattutto da STMicroelectronics, che perde circa il 7% dopo i recenti massimi. In calo anche Prysmian (-5%) e Stellantis (-4%), mentre il comparto bancario mostra maggiore resilienza, con ribassi più contenuti. Generali scende dell’1,4%, mentre Mps limita le perdite allo 0,4%.
Il nodo centrale: il mercato inizia a dubitare del boom dell’AI
Il punto interrogativo che pesa sugli investitori è uno solo: gli enormi investimenti nell’Intelligenza artificiale produrranno davvero ritorni economici proporzionati alle aspettative? Per mesi i titoli legati all’AI hanno sostenuto i listini mondiali, alimentando una corsa record soprattutto per chip, memorie e infrastrutture tecnologiche.
Ora però gli operatori stanno iniziando a chiedersi se i prezzi raggiunti siano sostenibili e se le società tecnologiche stiano spendendo troppo rapidamente per costruire data center e capacità computazionale. Il risultato è stata una vendita generalizzata sui semiconduttori: in Europa l’indice tecnologico arretra pesantemente, con Amsterdam tra le piazze più colpite proprio per il forte peso delle aziende dei chip.
ASML, ASM International e BE Semiconductor registrano forti ribassi, penalizzate dai timori sulla domanda futura.
Asia travolta: Corea e Giappone sotto pressione
La prima grande ondata di vendite ha colpito i mercati asiatici. Il Kospi sudcoreano ha perso circa il 10%, appesantito dal crollo dei grandi produttori di memoria e componenti tecnologici. Anche il Nikkei giapponese ha ceduto oltre il 3%, con i titoli legati alla catena globale dell’AI tra i più penalizzati.
La Corea è particolarmente esposta perché aziende come produttori di memorie e fornitori di componentistica sono state tra le principali beneficiarie della crescita della domanda legata all’AI. La paura degli investitori è che una revisione delle aspettative possa trasformarsi in una fase di prese di profitto più ampia.
Per Wall Street apertura difficile
Negli Stati Uniti i future indicano una nuova seduta negativa, con il Nasdaq particolarmente sotto pressione. I grandi nomi tecnologici hanno subito forti vendite: tra i titoli più colpiti figurano produttori di chip, aziende cloud e società coinvolte nella costruzione dell’infrastruttura AI.
Anche Alphabet resta debole dopo le perdite della seduta precedente, mentre SpaceX continua a essere osservata dagli investitori dopo il calo dei giorni scorsi e l’annuncio di un’emissione obbligazionaria da 20 miliardi di dollari destinata a finanziare l’espansione, compresa l’area dell’Intelligenza artificiale.
Il mercato guarda alla Federal Reserve
A complicare il quadro contribuiscono anche le aspettative sui tassi americani. Il dollaro si rafforza mentre gli operatori valutano la possibilità di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve rispetto alle attese iniziali. Rendimenti più alti rendono meno attraenti le società tecnologiche ad alta crescita, perché riducono il valore attuale degli utili futuri.
L’euro scende verso quota 1,14 dollari, mentre lo spread tra Btp e Bund registra un lieve aumento, segnale di una maggiore cautela degli investitori.
Cosa sta succedendo?
La grande domanda ora è se quella in corso sia una normale correzione dopo una lunga corsa oppure l’inizio di una fase più profonda per il settore tecnologico. Gli analisti osservano che il movimento non sembra ancora legato a un singolo evento fondamentale, ma piuttosto a un cambiamento del sentiment: il mercato sta rivalutando il rapporto tra entusiasmo per l’AI, costi degli investimenti e profitti futuri.
La prossima cartina di tornasole saranno i risultati delle grandi società del settore, in particolare quelle dei chip e delle memorie: gli investitori cercheranno segnali sulla domanda reale di infrastrutture AI e sulla sostenibilità del ciclo di investimenti. Per ora il messaggio delle borse è chiaro: dopo mesi di euforia, anche l’Intelligenza artificiale deve fare i conti con la domanda più difficile dei mercati — quanto vale davvero il futuro che gli investitori stanno già pagando oggi.
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