La pensione di reversibilità è, per molti cittadini, fondamentale del bilancio familiare. Spesso rappresenta l’unica entrata dopo la perdita del coniuge e garantisce una continuità indispensabile, soprattutto in età avanzata. Proprio per questo, ogni comunicazione dell’Inps che riguarda sospensioni, revoche o richieste di restituzione genera comprensibile preoccupazione. Negli ultimi anni non sono mancati casi in cui l’Istituto ha chiesto indietro somme anche consistenti, sostenendo che la pensione non fosse più dovuta a causa della mancata comunicazione dei redditi. Situazioni che hanno portato molti pensionati a chiedersi se davvero l’Inps possa sempre pretendere la restituzione di quanto versato. Una recente decisione della Corte di Cassazione, il grado più alto di giudizio, ha però fissato un principio molto importante: esistono circostanze precise in cui l’Inps non può chiedere indietro i soldi della pensione di reversibilità.
