Pasquale Carlomagno e Maria Messenio sono stati trovati impiccati in casa, ad Anguillara. Lei era assessora alla Sicurezza e Legalità del Comune di Anguillara Sabazia. Il padre era titolare di una impresa. Il figlio è accusato dei reati di omicidio aggravato e occultamento di cadavere della moglie Federica Torzullo, trovata senza vita la scorsa domenica dopo diversi giorni di ricerche. «Sono sconvolto, erano bravissime persone». Questo il commento a caldo dell’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, appresa la notizia.
L’allarme della zia e la lettera
E’ stata la zia di Claudio Carlomagno a dare l’allarme dopo che non riusciva a contattare i genitori del reo confesso per il femminicidio della Torzullo. La donna si è rivolta ai carabinieri che andati sul posto hanno trovato i due impiccati. La madre di Carlomagno, Maria Messenio, si era dimessa nei giorni scorsi da assessore alla Sicurezza di Anguillara Sabazia. A quanto apprende l’Adnkronos i due avrebbero lasciato una lettera indirizzata al loro altro figlio, Davide Carlomagno, in cui avrebbero dato la spiegazione del loro gesto prima di suicidarsi.
Il ruolo del padre nella vicenda
In base alle indagini e soprattutto agli orari che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia hanno svolto e ricomposto, il suocero di Federica alle 7,08 del giorno del delitto è stato visto «transitare lungo la via nei pressi dell’abitazione della coppia» fermandovisi «fino alle 7,17», si legge nell’ordinanza firmata dal gip Viviana Petrocelli. La telecamera, risultata poi centrale per ricostruire i movimenti del 44enne accusato dell’efferato omicidio della moglie, ha catturato anche altro. Aspetti ancora non chiari per i quali diventa essenziale stabilire l’ora esatta della morte di Federica Torzullo.
La confessione
Per ora c’è la confessione di Carlomagno che ha ammesso di averla uccisa intorno alle 6.40 del mattino. In quel momento suo padre non c’era e dunque non può averlo aiutato però arriva poco dopo provando a chiamarlo senza ricevere risposta e telefonando anche alla nuora che, però, era stata già uccisa. La videocamera riprende l’uomo mentre varca il cancello della villetta senza chiarire, tuttavia, se sia rimasto nel giardino o sia entrato in casa. Ciononostante si intrattiene per nove minuti risalendo poi a bordo del suo Fiat Doblò e trascorrendo la giornata fra diversi cantieri.
Carlomagno spiegherà che il padre voleva da lui le chiavi del furgone dell’azienda. Alle 7,35 l’indagato esce di casa con il corpo di Federica chiuso nel baule della Kia Sportage e arriva al deposito dell’azienda di famiglia alle 7.40. Cinquantacinque minuti dopo dalla ditta esce un mezzo Iveco che vi rientra alle 9,11 per uscire ancora alle 9.29 e passare su via Costantino alle 10.02. Alla guida c’è Carlomagno che alle 10.05 rientra in casa per uscirne dieci minuti dopo. A seguito di altri spostamenti fra via Costantino e la ditta, l’indagato rientra in casa alle 14.17 a bordo della sua Kia «accompagnato da una persona che allo stato non è stata identificata». Dalle immagini della videocamera si percepisce solo un’ombra sul sedile passeggero. Chi è e perché era lì? Le indagini sono tutt’altro che concluse.
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