15.01.2026
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Sports

Partono gli Europei della rivoluzione, nuovo Settebello con vista Los Angeles


ROMA L’Europa comincia la caccia al campione: il 2026 è anno di mezzo tra due Olimpiadi d’estate ed è tradizionalmente riservato ai campionati continentali. Solo il calcio è mondiale ma il calcio, si sa, è un’altra cosa. Per certi versi è un anno soft, ma l’avvio è subito con una disciplina che è europea nei passaporti però è mondiale nella realtà: la pallanuoto. Le migliori nazionali al mondo hanno radici anche più ristrette, mediterranee addirittura, e saranno tutte in vasca a Belgrado, da oggi al 25 gennaio. Ci sono gli ex jugoslavi, che la diaspora ormai datata avrebbe dovuto indebolire, e invece ha moltiplicato, con la Serbia d’oro nelle tre ultime Olimpiadi (ed è rimasta quella di Parigi), la Croazia e il rampicante Montenegro, c’è l’Ungheria che vince più spesso che perde, c’è la Spagna, campione in carica e del mondo, c’è la Grecia che al dunque sempre c’è, c’è la “nouvelle cuisine” della Francia.

E c’è il Settebello che, se ci pensate, è la sola Nazionale d’Italia che abbia un suo brand che subito la identifica e non ha bisogno d’essere Ital-qualcosa come hanno le altre, pure se meravigliosamente vincenti come quelle della pallavolo (a proposito: l’altro giorno Fefè De Giorgi, il cittì dei ragazzi, ha detto «mi ispiro a Sandro Campagna e Antonio Conte»).

L’incognita

Ma che Settebello sarà quello in vasca domani contro la Turchia, martedì contro la Slovacchia e giovedì contro la Romania che sono le sue avversarie di girone, dal quale saranno poi promosse in tre (non sembra difficilissimo esserci) per avanzare in un girone a sei (qui cose toste, con pronosticate Croazia, Grecia e Georgia)?

La domanda è intrigante, perché Campagna, che è cittì dal 2009 e dunque va per la maggiore età della carica, con in vista il record di durata, i 18 anni calcistici di un altro vincente, Vittorio Pozzo (in uno sport come quello italiano dove l’allenatore si cambia più rapidamente dell’intimo è una rarità), non ha nella mira questa statistica simbolica: ha, piuttosto, i Giochi che verranno, a Los Angeles 2028. Ma, come diceva quello, che poi era il filosofo cinese Lao Tzu, «ogni lungo viaggio comincia con un piccolo passo». E il piccolo grande passo è stato quello di ringiovanire al massimo il Settebello forse un po’ troppo nervoso, logoro e perfino stanco di Parigi 2024 (lì inciampò sugli arbitri mentre scalava il podio) o, di più, quello di Singapore 2025, mondiale.

Una “rivoluzione gentile” l’hanno chiamata, rappresentata dal non puntare più sul “blocco Recco” ma, piuttosto, sull’idea di impostare la nuova squadra (i “nipoti di Campagna”) scegliendo talenti sparsi ormai in giro per l’Italia, anche se il dominio delle calottine è di Brescia: qualcosa si muoverà anche nel campionato nostrano? Al di là d’ogni altro ragionamento, che ci sarà pure stato, c’è un numero: insistere su dei trentenni forse “provati” avrebbe avviato verso la California un team di 34enni.

Perciò Campagna ha organizzato un mix che ha già piacevolmente colpito vincendo un torneo Sei Nazioni giusto qualche giorno fa, con gli azzurri che hanno sconfitto in sequenza Spagna, Serbia e Ungheria. Arriva a fari spenti ma le speranze sono accese: un capitano nuovo nel ruolo, il portiere Marco Del Lungo, cuore laziale, che era dei “veci” (lo incalza Francesco De Michelis, romano che gioca nell’Olympic Roma), leoni d’acqua come Edoardo Di Somma (gioca in Ungheria nel Ferencvaros con cui ha vinto le ultime due Champions League) e Matteo Iocchi Gratta, Ciccio Condemi rising star della squadra, Ferrero, Dolce, Bruni, Gianazza, Del Basso, Alesiani, Cassia per non dire dei ragazzi Antonucci, Balzarini e Carnesecchi, debuttanti a un tale livello.


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