24.01.2026
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Science

«Paracetamolo? Non riduce la durata dei sintomi»


«Potrebbe anche esserci un nuovo picco nel mese di febbraio, non lo escluderei». Se i casi di influenza K sono in diminuzione, il virologo Matteo Bassetti non esclude che ci possa essere una risalita. E questo perché il sistema attuale, che passa attraverso le segnalazioni dei medici di medicina generale, «non intercetta tutti i malati che si curano da soli a casa». Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? E quale farmaco è più indicato usare per le cure? Le risposte del direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova.

I casi

Nella settimana dal 5 gennaio all’11 gennaio i dati dell’influenza sono in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. L’ultimo report del Ministero stima 773mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 8,4 milioni di casi.

L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni. “Sebbene l’incidenza dei casi registrati risulti ancora in diminuzione rispetto alle due settimane precedenti — affermano gli esperti del dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss -, per verificare il superamento del picco bisogna attendere le prossime settimane alla luce dell’eventuale impatto della riapertura delle scuole e delle altre attività dopo le festività natalizie sulla circolazione dei diversi virus respiratori “.

L’intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria.

Cosa non torna sui numeri?

«I dati sono certamente in diminuzione, anche se dobbiamo dire una cosa, che questi sono i dati che arrivano dai medici di medicina generale, di quelli che sono i pazienti che loro osservano. Attenzione, perché questo sistema non intercetta tutti quelli che si curano da soli a casa (che sono oggi la grandissima maggioranza). Quindi non è detto che ci sia realmente una riduzione».

Ricadute?

«Il rischio di ricadute è evidente. Uno che ha fatto l’influenza può rifarla, non è detto che non la possa non rifare. Quindi cosa vuol dire? Soprattutto l’influenza K, uno potrebbe riaverla a febbraio. La vaccinazione si può ancora fare, e visto che l’influenza durerà per tutto il mese di gennaio, febbraio e probabilmente marzo, andremo avanti fino ad aprile. Quindi continueremo ad avere numerosi casi».

Quando l’antibiotico?

«L’antibiotico mai e poi mai, è un errore da matita blu. L’unico caso in cui si può usare l’antibiotico è in alcune situazioni in cui il malato ha una polmonite e viene in ospedale. Allora, per carità, si può anche dare l’antibiotico. Ma stiamo parlando di meno dell’1% dei casi di influenza».

Quando prendere il paracetamolo

«Il paracetamolo va preso quando c’è la febbre, non va mai preso fisso, è un errore. Quindi chi piglia il paracetamolo ogni 6 ore, ogni 8 ore fa un errore, perché fondamentalmente il paracetamolo non riduce la durata dei sintomi».

L’ibuprofene è meglio del paracetamolo?

«Una grandissima stupidaggine, l’ha tirata fuori qualche medico di base pensando di fare il santone. Nella realtà a me non risulta che l’ibuprofene sia più veloce del paracetamolo e del chetoprofene. In generale, gli antinfiammatori nell’influenza non andrebbero utilizzati, se non in una situazione particolare. Quindi, quelli che prendono l’antifiammatorio per ridurre la durata dei sintomi dell’influenza fanno una stupidaggine, l’influenza dura esattamente uguale».

Quale farmaco per ridurre i sintomi?

«L’unica cosa che si può prendere per l’influenza che riduce la durata dei sintomi è l’Oseltamivir antivirale orale».

Nuovo picco?

«Sicuramente, il picco lo abbiamo già raggiunto e quindi siamo in una fase di plateau: cioè ci sono tanti casi anche se sembrano scendere. Però, nella realtà, casi anche impegnativi sugli ospedali continuano ad essere molti e la pressione sugli ospedali è importante», spiega Bassetti.

Che poi avvisa: «Secondo me l’influenza continuerà a dare problemi per i prossimi mesi, potrebbe anche esserci un nuovo picco nel mese di febbraio. Non escluderei che ci possa essere nuovamente una risalita del numero dei casi. Magari non arriva il picco della fine di dicembre, ma comunque torna ad essere di nuovo molto alto il numero dei casi».


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