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Pa, la gara senza fine per le connessioni tlc


Sembra la materializzazione del paradosso di Zenone, quello di Achille e la tartaruga. Per quanto Achille possa essere veloce, non potrà mai raggiungere la tartaruga che lo precede, perché la distanza che li separa può essere divisa in infiniti segmenti e per percorrerli servirebbe un tempo infinito. Va un po’ così anche la attesissima maxi gara da 3 miliardi e passa di euro per fornire “connettività” a tutte le Pubbliche amministrazioni, vale a dire le connessioni di vario tipo a partire da quelle a banda larga. L’ultima volta che è stata assegnata era il 2015, vale a dire oltre un decennio fa. L’appalto sarebbe dovuto scadere a maggio del 2023, quando avrebbe dovuto essere bandita e assegnata dalla Consip, la società per la razionalizzazione della spesa pubblica, la nuova gara. Fino ad oggi non c’è stato verso. La durata del contratto è stata già allungata per quattro volte, ogni anno imbarcando una norma ad hoc nel decreto milleproroghe di fine anno. Anche il 2026 non ha fatto eccezione. Fino alla fine di quest’anno, le amministrazioni potranno continuare a comprare le connessioni dagli attuali fornitori.

Intanto, in realtà, la Consip ha anche bandito la nuova gara. Ma anche la consegna delle buste continua a slittare. L’ultimo avviso è stato pubblicato due giorni fa e, ancora una volta, ha posticipato la presentazione delle offerte, questa volta al 26 febbraio perché lo scorso anno sono arrivate nuove regole sulla cybersicurezza che andranno recepite nel bando. Ragione per cui, sul mercato, c’è chi teme che possa trattarsi non dell’ultimo rinvio. I tempi insomma, considerando quelli tecnici fisiologici per aggiudicare un appalto di tale complessità, iniziano a essere stretti per un aggiudicazione anche quest’anno. Ma chi sono gli attuali fornitori della Pubblica amministrazione? È un altro capitolo. In dieci anni di acqua ne è passata sotto i ponti del settore delle telecom. La gara, nel 2015, era stata vinta da Fastweb (in realtà subentrata a Tiscali) per il 60 per cento del valore, a Bt Italia per il 20 per cento e a Vodafone-Ericcson per un altro 20 per cento.

I passaggi

Poi Tim ha rilevato il ramo di Bt diventando nuovo fornitore, e Fastweb ha rilevato Vodafone. Così oggi a gestire l’appalto sono Fastweb con l’80 per cento del valore e Tim con il restante 20 per cento. Quanto incidono queste proroghe sui conti? Non esistono dati pubblici sul fatturato di Fastweb e Tim derivante dalla gara sulla connettività della Pubblica amministrazione, ma secondo fonti di mercato si tratterebbe di cifre elevate, diverse centinaia di milioni l’anno. La nuova gara tuttavia, sarà diversa da quella precedente. È previsto un Accordo quadro con un massimale di 2,6 miliardi di euro ampliabili, eventualmente, a 3,1 miliardi. La procedura prevede l’assegnazione di sette lotti ed ogni operatore se ne potrà aggiudicare massimo tre. Inoltre la gara non è solo sul prezzo, ma prevede 90 punti tecnici e 10 economici. La competizione sarà più sulla qualità del servizio che sui costi. Non è irragionevole per una Pubblica amministrazione sempre più digitale e che deve garantire servizi migliori ai cittadini sui quali ha investito molto con il Pnrr. Sempre che Achille riesca ad agganciare la tartaruga.


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