Intesa Sanpaolo incassa dall’Ivass l’autorizzazione preventiva all’acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Generali (pari al 13,2%) e nelle joint venture Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni (in scadenza nell’ottobre 2027), quote che entrerebbero nel perimetro del gruppo milanese in caso di successo dell’offerta sul Monte. A comunicarlo è una nota dell’istituto guidato da Carlo Messina che conferma anche l’avvio dell’istruttoria Antitrust sulla stessa Opas, una verifica che avviene «come è prassi e come atteso», sottolinea la banca.
L’ITER AUTORIZZATIVO
Si tratta di un’analisi che al momento, nella fase preliminare, ha chiarito un primo punto cruciale, una conferma per Intesa Sanpaolo: anche dopo il perfezionamento dell’Opas su Mps, Ca’ de Sass non sarà in grado di esercitare un controllo a cascata su Generali. «Alla luce della presenza di diversi azionisti con un peso rilevante, delle modalità di elezione del cda e dell’andamento delle precedenti assemblee di rinnovo degli organi sociali»t, è infatti scritto nella delibera Antitrust del 15 settembre che sancisce l’avvio dell’istruttoria, «è possibile escludere che ISP, nell’ipotesi di “subentro” nella partecipazione oggi detenuta da Mps (tramite Mediobanca) sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali. ISP, in particolare, non avrebbe il potere di nominare, in autonomia (ossia, senza il concorso del voto di altri azionisti), la maggioranza dei componenti del cda di Generali attraverso il meccanismo del voto di lista». Il via libera dell’Ivass rappresenta formalmente il primo tassello autorizzativo, tra l’altro un passaggio importante nella roadmap dell’Opas su Siena, di un iter che vede coinvolti tra gli altri Bce/Bankitalia, Consob, e il Governo sul fronte del Golden Power, oltre che l’Antitrust.
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