01.12.2025
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Economy

Ok Ue alla revisione del Pnrr. Foti: «L’Italia più competitiva»


C’è la via libera definitiva dell’Europa alla revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiana. La decisione del Consiglio dell’Unione europea era attesa. Già lo scorso 4 novembre la Commissione Ue aveva dato una prima luce verde tecnica alla rimodulazione nella quale entra anche la creazione di alcuni veicoli che, una volta affidati a società pubbliche, permetteranno di far vivere una parte delle risorse del Pnrr anche oltre la scadenza del 2026. Fondi dedicati principalmente agli studenti per gli universitari, alle infrastrutture idriche, all’acquisto di treni, a garantire la connettività a banda ultralarga lungo tutta la penisola e favorire la transizione ecologica delle aziende agricole.

I COMMENTI

«La revi sione ci consegna un Pnrr più coerente con le esigenze della nazione e focalizzato sulla competitività del sistema-Italia, rafforzando l’efficacia operativa degli interventi e il loro allineamento con gli obiettivi europei», ha spiegato il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la revisione «conferma ancora una volta il lavoro solido e credibile del governo nell’attuazione del Piano». Nei prossimi giorni, ha aggiunto il premier, «ci aspettiamo dalla Commissione europea il via libera al pagamento dell’ottava rata, pari a 12,8 miliardi di euro, che porterà a oltre 153 miliardi le risorse complessivamente ricevute dall’Italia. Contiamo, inoltre, di presentare entro fine anno la richiesta di pagamento della nona e penultima rata». Nel complesso la rimodulazione presentata da Roma lo scorso 10 ottobre interessa misure per circa 13,5 miliardi.

Tra le novità, la modica introduce include il finanziamento del comparto nazionale di InvestEU per sostenere gli investimenti strategici delle imprese e il potenziamento del materiale rotabile per il trasporto pubblico locale. Quest’ultimo entrerà in uno dei nuovi veicoli. Il prossimo passo sarà l’approvazione di un decreto con le nuove procedure di attuazione del piano e soprattutto dovrà stabilire chi gestirà i nuovi veicoli su connettività, agri-solare, alloggi per gli studenti e idrico.

IL DECRETO

Per l’agri-solare, fondo al quale sono destinati circa 800 milioni, che rientrano nei 2,3 miliardi previsti dalla revisione per l’agricoltura, la gestione dovrebbe rimanere in capo al Gse. Al momento sugli studenti la partecipata più accreditata è Cassa Depositi e Prestiti che già lavora con compiti di consulenza. Dovrebbero invece andare alla società in-house Infratel la gestione del Fondo nazionale connettività, dove confluiranno 700 milioni. Il progetto punta a indirizzare una nuova gara per completare la posa dei cavi nei civici nelle cosiddette aree grigie, i territori dove i privati ​​hanno meno interesse a investire. Tutto ancora da decidere sul veicolo che si occuperà della fornitura dei treni. Il candidato ideale sarebbe Fs, ma il piano prevede che la società fornisce i mezzi a tutti gli operatori, anche ai concorrenti. Si studia quindi una realtà terza.


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