Guillermo Ochoa: l’unico portiere ad aver partecipato a sei edizioni dei Mondiali può anche diventare uno dei pochissimi a giocare alla sua sesta Coppa del Mondo. L’ex-Salernitana è stato un punto di riferimento per la sua nazionale nelle edizioni del 2014, 2018 e 2022, mentre è stato convocato senza calcare il campo nel 2006 e 2010. Il 41enne è il secondo portiere del Tri, la selezione messicana, che ha ottenuto con una giornata d’anticipo la qualificazione ai sedicesimi di finale. Il sogno di ogni tifoso si può avverare: vedere Ochoa difendere i pali della nazionale contro la Cechia. Tra i molti dubbi che avvolgono questa figura simbolica, ve ne sono alcuni curiosi. Ad esempio, perchè sembra apparire solo durante la Coppa del Mondo? Dov’è finito dopo aver giocato in Italia? E come mai la Fifa non ha previsto un inserto con la scritta «Legacy» come per Messi e Ronaldo?
Un fenomeno da Mondiali
Qualsiasi appassionato italiano di calcio si è chiesto almeno una volta nella vita perchè Ochoa comparisse solo durante la Coppa del Mondo. Il motivo è semplice: ha giocato quasi sempre in club sconosciuti dai fan europei. La sua carriera è iniziata nelle giovanili del Club Amèrica, che lo ha promosso in prima squadra nel 2003. L’Amèrica ha sede a Città del Messico e gioca le partite casalinghe nel famoso stadio Azteca. Fino al 2011 il Memo resta con i blu-crema, per poi iniziare a spostarsi tra Francia, Spagna e Belgio e infine tornare, nel 2019, al punto di partenza. Quattro anni al Club Amèrica e ancora in giro per il mondo, tra Salernitana, AVS (Portogallo) e AEL Limassol (Cipro) per cui è attualmente tesserato.
Perchè non avrà la patch «Legacy»?
In occasione di questi Mondiali la Fifa ha deciso di decorare le maglie di alcuni giocatori con un inserto posizionato sulla manica della divisa. Si tratta di una celebrazione dedicata a chi gioca per la quinta volta in una rassegna iridata, ma al Memo non sarà possibile indossarla. «Legacy» infatti è riservata a coloro che per almeno 5 Mondiali sono scesi in campo, ma Ochoa ne può contare solo 3, con questo forse 4, dato che nelle edizioni 2006 e 2010 non ha difeso i pali del Tricolor.
Giocherà l’ultima col Messico?
La prima volta al Mondiale 2026, se dovesse essere realtà, sarà anche la partita finale di Ochoa con la sua nazionale. Il ritiro dagli impegni con il Messico, che era già stato annunciato, rende più che una fantasiosa suggestione il suo esordio, ma l’ultima parola spetterà al ct Aguirre. I suoi compagni di squadra lo hanno elogiato descrivendolo come una leggenda, per esempio Pineda ha detto: «È una persona fantastica, un grande giocatore, conosciamo l’importanza che ha per tutto il Messico, come si batte in campo. Se toccherà a Memo, siamo sicuri che farà bene». Parole che spingono l’allenatore a schierare il suo uomo-simbolo. In più, tutto il Paese custodisce questo sogno: un pasillo de honor per uno dei suoi uomini più rappresentativi, nonchè terzo di sempre nella storia della nazionale messicana. La conferma arriverà solo tra qualche ora, ma tutto sembra spingere in un’unica direzione.
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