26.01.2026
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Economy

«Mondo più furbo dei dazi, il commercio si è riallocato»


Il commercio globale non si è fermato davanti ai dazi: ha semplicemente cambiato percorso. È questa, in filigrana, la lettura che emerge dall’analisi del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenuto ieri a Milano al comitato esecutivo dell’Abi, in un contesto in cui le decisioni politiche stanno riscrivendo le mappe degli scambi internazionali più velocemente delle variabili economiche tradizionali.

A fare gli onori di casa il presidente dell’Associazione Antonio Patuelli («la semplificazione è la via, la deregulation ha già prodotto molti problemi»), Panetta ha riconosciuto che «restano molte incertezze su come agiranno i dazi, su come il commercio internazionale sarà influenzato dai dazi», ma sottolinea come, nei fatti, «il mondo è più furbo dei vincoli e il commercio internazionale si è riallocato». È un’affermazione che ridimensiona l’idea di una frammentazione netta dell’economia globale e suggerisce invece un adattamento opportunistico delle catene del valore.

Il caso della Cina è emblematico. «Le esportazioni cinesi non sono crollate», osserva il governatore, precisando che «sono scese molto le importazioni degli Stati Uniti dalla Cina, ma non quelle di altri Paesi asiatici che poi sono tappe intermedie verso gli Usa». In altre parole, i dazi americani hanno colpito il commercio bilaterale diretto, ma non hanno spezzato i flussi complessivi: li hanno deviati, alimentando un sistema di triangolazioni che rende meno trasparente — ma non meno intenso — il commercio globale.

La spinta di Pechino

Questa riallocazione, tuttavia, non è neutrale per tutti. «E questa non è una buona notizia per l’Europa», avverte Panetta, perché «la Cina sta spingendo molto per espandersi su altri mercati». La pressione competitiva cinese rischia così di intensificarsi proprio nei mercati europei e in quelli emergenti, in un momento in cui l’industria dell’Unione è già sotto stress per i costi energetici, la transizione verde e l’incertezza geopolitica.

Il nodo centrale, per Panetta, è che i tradizionali strumenti di analisi economica faticano a cogliere la nuova realtà. «Oggi le variabili fondamentali dell’economia, su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse dipendono da variabili che sono sempre meno le variabili tradizionali», spiega, «ma da variabili geopolitiche, oggi direi sempre più politiche senza il prefisso “geo”». Una constatazione che segna un cambio di paradigma: le decisioni di governi e leader contano ormai più dei differenziali di crescita o di inflazione.

La nuova competizione mondiale ha la tecnologia nel motore. «Siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica (IA, digitale, robotica) che sta ridisegnando potere economico e politico mondiale — ha precisato il Governatore -. La competizione USA–Cina è alimentata dal controllo di tecnologie critiche e delle “materie prime del futuro” (terre rare, minerali critici e, sempre più, l’acqua). L’Europa rischia di restare indietro perché non investe abbastanza in conoscenza e innovazione». La congiuntura è più solida del previsto, ma l’economia mondiale si sta ristrutturando su basi tecnologiche e politiche che rimettono in discussione il ruolo dell’Europa. «L’asse economico mondiale si sposta dall’Atlantico al Pacifico, seguendo la crescita dell’Asia e il duopolio USA–Cina».

Di recente un gruppo di Governatori tra cui lui, ha scritto una lettera alla Commissione Ue per chiedere una regolamentazione più semplice, ma senza deregolamentare. Serve semplificare: «Le banche oggi sono più redditizie e solide, tuttavia, molte norme sono diventate inutilmente complesse o ridondanti. Occorre ridurre oneri inutili senza compromettere la stabilità».

Infine i pagamenti sono ormai arma geopolitica (es. sanzioni alla Russia, impatto SWIFT). «Oggi il 70% dei pagamenti digitali europei è presidiato da operatori americani (Visa, Mastercard, PayPal)» ha spiegato, «l’Europa deve riconquistare autonomia e capacità di innovazione».

Alla riunione svoltasi in presenza, c’erano Carlo Messina e tanti altri banchieri di primo piano. Intervenuti, tra gli altri, Gian Maria Gros-Pietro e Pietro Sella.

È la terza volta che Panetta partecipa alla riunione dell’esecutivo da quando è Governatore di bankitalia: in precedenza: 17 gennaio 2024 e 19 febbraio 2025.


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