02.02.2026
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Economy

Milano tiene quota 45mila trainata dal comparto finanziario, spread verso 60 punti


Prosegue senza particolari scossoni la seduta dei mercati europei, con gli investitori orientati alla cautela in vista della riunione della Federal Reserve prevista per domani. A metà mattinata il FTSE Mib si attesta a 45.052 punti, in crescita di poco oltre lo 0,2%, attestandosi sopra la soglia psicologica dei 45.000 punti e segnando una delle performance migliori tra le principali piazze del Vecchio Continente.

Milano vede protagonista il settore finanziario, con Banca Mediolanum (+1,2%), Poste Italiane (+1%), Unicredit (+0,9%) e Banco BPM (+0,7%), favorito dalla soluzione della governance di Anima e dalle attese per il cda di Mps (+0,8%). In risalto anche Prysmian (+1%) e Brunello Cucinelli (+0,3%) mentre tra i titoli deboli spiccano Amplifon (-3,2%) e Nexi (-2,1%), penalizzate dalla rotazione settoriale. Vendite inoltre su Mediobanca (-1,6%) e sugli energetici, con Enel ed Eni entrambe poco sotto la parità a fronte di un petrolio in calo.

Sullo sfondo, lo spread Btp/Bund si riporta vicino ai 60 punti (59,5), toccando nuovi minimi da inizio anno. Il rendimento del decennale italiano sale sopra il 3,47%, in linea con il clima di attesa sulla politica monetaria USA e sulle prospettive di inflazione nell’Eurozona.

Le altre borse europee risultano moderatamente positive ma senza slanci: il Dax di Francoforte oscilla poco sotto la parità (-0,1%) attorno ai 24.900 punti, Parigi mostra stabilità (+0,02%), mentre meglio fanno Londra (+0,3%) e Madrid (+0,1%). L’indice Euro Stoxx 50 guadagna lo 0,2%. Il comparto energetico resta debole, con il petrolio WTI scambiato sotto i 61 dollari al barile e il Brent poco sopra i 66. I prezzi del gas tornano invece a salire sopra i 40 euro/MWh (+2,7%) per via delle incertezze climatiche.

Sul fronte valutario, l’euro continua a perdere terreno sul dollaro e scambia a 1,188, denotando debolezza della moneta unica in attesa di nuove indicazioni macro dalle principali economie.

In Asia chiusura solida per Hong Kong (+1,3%) trainata anche dal balzo di Puma dopo l’acquisto di una quota di controllo da parte della cinese Anta, seguita da Tokyo (+0,8%) e dati in lieve ripresa per Shanghai (+0,2%). Dall’altra parte dell’Atlantico, i future sugli indici USA sono poco mossi dopo un lunedì volatile: la chiusura di Wall Street ha visto il Dow Jones guadagnare poco più dello 0,6%. Gli operatori restano in attesa soprattutto degli sviluppi dalle principali big tech e delle parole del presidente Fed Powell.

Tra le materie prime, oro stabile sopra i 5.120 dollari l’oncia, mentre spicca il buon momento dell’argento che viaggia oltre i 112 dollari (+1,8%). Da segnalare la fiammata diplomatica tra Ecuador e Colombia sul trasporto di greggio, con un decuplicamento delle tariffe che rischia di influire sul bilancio energetico regionale.

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