29.10.2026
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Politics

Migranti dal Bangladesh, la Cina in testa alla corsa sui brevetti e le simulazioni di guerra con l’Ia


Nella relazione del Dis si analizza la possibile evoluzione del fenomeno migratorio nel 2026. Destinato, si legge, a configurarsi come «una realtà strutturale in evoluzione», in cui a prevalere continueranno ad essere i motivi di natura economica. Tra le principali nazionalità che rimarranno centrali anche nei flussi del 2026, al primo posto, si conferma il Bangladesh, potenzialmente pari a circa un terzo del totale, in scia all’incremento di ingressi già registrato negli ultimi due anni ( dai 14.882 del 2024 ai 20.805 del 2025). 

Al secondo l’Egitto che, malgrado gli accordi con l’Ue, continua a scontare crisi economica strutturale e cronica scarsità idrica nel bacino del Nilo. A seguire il Pakistan, dove i flussi potrebbero aumentare moderatamente (+10-15%), ed Eritrea e Sudan. A influire sul flusso migratorio potrebbero essere anche le “crisi ibride”, dove a sommarsi sono fattori sovrapposti. In questa prospettiva, si legge, la Libia continuerà a rappresentare una parte consistente del flusso migratorio», che interesserà anche l’Italia e l’Ue. Faro anche sul Patto sulla migrazione e l’asilo dell’Ue, in vigore a giugno: se andrà rapidamente a regime in modo armonico nei diversi Stati, nei primi mesi di attuazione gli arrivi potrebbero ridursi del 4-5% del flusso totale annuale.

LA CORSA AI BREVETTI

Una «vera corsa ai brevetti» l’ha definita il direttore del Dis, Vittorio Rizzi, quella che va avanti sia nel campo delle tecnologie quantistiche che in quello dell’intelligenza artificiale. Basti pensare che negli ultimi dieci anni la Cina ha depositato più brevetti di tutti i Paesi Nato messi insieme. Un dato, ha avvertito Rizzi, da analizzare nella corretta dimensione politico-strategica: il «90% di tali brevetti è registrato esclusivamente in Cina, mentre solo il 10% è stato depositato in almeno un altro Paese».

Nel dettaglio, nel 2024, i brevetti quantistici si sono concentrati in Cina (7.308) e Usa (2.301). Dualismo strutturale che si ravvisa anche negli investimenti in Ia, malgrado una diversa strutturazione: negli Usa il finanziamento è quasi interamente privato (109 miliardi di dollari), con un apporto pubblico di 3,3miliardi; in Cina soprattutto statale (22,5 miliardi), mentre il privato vale 9 miliardi. L’Europa (Ue+Uk) combina 6 miliardi pubblici e 19 privati. Quanto alla capacità globale di fabbricazione di semiconduttori, per il 2024 si è concentrata in Asia Taiwan. Da registrare, ha rimarcato Mantovano, l’i incremento delle operazioni di golden power del 37% (rispetto al 2024) nel settore delle tecnologie più avanzate.

LA SIMULAZIONI CON L’IA

Tra gli esercizi di analisi previsionale con l’Ia inseriti nel rapporto, ce n’è anche uno riguardante gli scenari di conflitto Russia-Nato. La base informativa è costituita da documenti selezionati da analisi e pubblicati da autorevoli centri di ricerca. Sulla base di questi, i sistemi Ia hanno proposto tre scenari alternativi e indipendenti di un attacco russo convenzionale verso uno o più Paesi Nato entro 2030. 

Nel primo caso, si ipotizza un intervento ibrido su Narva, in Estonia. Questo con l’obiettivo di istaurare una zona grigia senza un’escaltion delle forze Nato. Le posizioni acquisite in Estonia potrebbero essere utili a ottenere maggiori concessioni sull’Ucraina. Nel secondo scenari, invece, si delinea un possibile blitz nel corridoio di Suwalki, tra Polonia e Lituania, così da creare un collegamento via erra e compromettere la connessione tra Polonia e Paesi Baltici ( questo sempre nell’ottica di concessi su Kiev o ritiro di assetti Nato dal territorio baltico). Infine, un’operazione marittima contro la Norvegia, cementando in questo modo la supremazia russa nell’Artico e screditare la capacità di difesa nella Nato sul fianco settentrionale.


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