«Il sistema italiano della difesa e della sicurezza riveste un ruolo di primo piano in Europa, non solo per la competitività delle sue imprese, ma soprattutto per il patrimonio di competenze tecnologiche, solidità industriale e capacità di innovazione che lo caratterizza». A sottolinearlo nel corso del suo intervento all’undicesima edizione dell’evento «LaRipartenza, liberi di pensare» in corso a Maratea.
«Questo discorso vale sia per la grande industria, come Leonardo, sia per l’intera filiera delle piccole e medie imprese, che rappresentano un elemento fondamentale del settore grazie alla loro capacità di innovare e sviluppare tecnologie avanzate», ha dichiarato Mariani.
«La vera sfida è mettere a sistema queste eccellenze, creando un ecosistema che coinvolga grandi aziende, piccole e medie imprese, università e centri di ricerca: solo attraverso una collaborazione strutturata tra tutti gli attori sarà possibile rafforzare la competitività del Paese e consentire all’Italia di contribuire in modo sempre più significativo alla costruzione di un’Europa più forte e sicura», ha concluso l’amministratore delegato di Leonardo.
Sullo sfondo l’aumento delle spese per la difesa e la sicurezza globale in campo in tutta Europa fino al 5% del Pil entro il 2035. La scelta del governo italiano che per il momento ha frenato sull’utilizzo del fondo europeo Safe, è stata ben accolta dal settore. La crescita graduale della spesa è considerata opportuna di fronte a un’attività manifatturiera che non può salire repentinamente da un giorno all’altro.
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