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Beta Pictoris d, il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra: risolto un mistero astronomico


Dopo oltre dieci anni di analisi di immagini conservate negli archivi astronomici, gli scienziati hanno identificato Beta Pictoris d, il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra. La scoperta, resa possibile grazie al Very Large Telescope (VLT) dell’European Southern Observatory in Cile, aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza dei sistemi planetari e aiuta a spiegare un enigma che riguarda la stella Beta Pictoris.

Una scoperta dopo una lunga attesa

Il nuovo pianeta, Beta Pictoris d, è il terzo corpo celeste scoperto in orbita attorno alla stella Beta Pictoris. La sua luminosità è circa 100 volte inferiore rispetto a quella di Beta Pictoris b, il primo pianeta individuato nel sistema. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters da un gruppo guidato dall’Università di Edimburgo e dall’European Southern Observatory (Eso).

Allo studio hanno partecipato anche ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), con gli Osservatori di Arcetri (Firenze), Padova e d’Abruzzo.

Un ritrovamento inatteso

«Si è trattato di una scoperta fortuita», spiegano Ben Sutlieff dell’Università di Edimburgo e Markus Bonse della sede tedesca dell’Eso, coordinatori della ricerca. L’obiettivo iniziale era infatti osservare con maggiore dettaglio Beta Pictoris b, ma l’analisi delle immagini ha rivelato la presenza di un altro pianeta, aprendo una nuova direzione di studio.

Come gli altri due pianeti del sistema, anche Beta Pictoris d è un gigante gassoso, paragonabile a Giove o Saturno. Si distingue però per un’orbita molto più ampia e per una massa decisamente inferiore: è infatti pari a circa 2,4 volte quella di Giove, mentre gli altri due pianeti raggiungono circa 10 masse gioviane.

Il pianeta è inoltre relativamente freddo e, proprio per questo, estremamente debole rispetto alla luce emessa dalla sua stella, caratteristica che ha reso particolarmente complessa la sua individuazione.

Implicazioni per l’astronomia

La scoperta contribuisce anche a risolvere uno dei principali interrogativi sul sistema di Beta Pictoris. Massa e posizione del nuovo pianeta risultano infatti perfettamente compatibili con la particolare struttura del disco di detriti che circonda la stella, formato dai residui della nascita del sistema planetario.

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