L’uccisione del narcotrafficante più ricercato al mondo, «El Mencho» ha acceso numerose rivolte in Messico. A pochi mesi dall’inizio dei Mondiali di calcio, il Messico è sprofondato nel caos dopo che domenica l’esercito ha ucciso Nemesio Oseguera Cervante, il narcotrafficante 59enne che aveva fondato il Cartel Jalisco Nueva Generacion, nonché una delle bande criminali più pericolose del mondo.
El Mencho è morto dopo uno scontro a fuoco con i militari, in seguito ad un blitz esteso a diverse città del Messico e supportato anche dall’aviazione. Dopo l’uccisione del narcotrafficante, sono seguiti diversi scontri violenti tra le forze di polizia messicane e le bande di narcos. Queste ultime hanno reagito bloccando le strade e dando fuoco a veicoli. Al momento si registrano almeno 26 morti, tra cui 17 membri delle forze armate ma questo dato è destinato ad aumentare.
Come si lega il caos in Messico col Mondiale?
Tra le azioni successive alla morte del boss dei narcos c’è stata anche la sospensione della partita di campionato messicano femminile tra Queretaro e Juarez. Dal campo si sono sentite delle esplosioni e le giocatrici sono subito corse a ripararsi negli spogliatoi.
Lo scontro a fuoco si è verificato a Tapalpa, nello stato di Jalisco, dove si trova lo stadio Akron di Guadalajara, una delle strutture che ospiterà i Mondiali di calcio in estate, e ben 4 partite sono in programma proprio a Guadalajara. Le ultime vicende legate all’uccisione del narcotrafficante hanno acceso un campanello d’allarme sulla possibilità di disputare la Coppa del Mondo in Messico tra pochi mesi. Anche perché proprio in Messico sono in programma 13 delle 104 partite del Mondiale. Anche in Canada sono in programma 13 gare, negli Stati Uniti invece ben 78. La FIFA dovrà valutare con grande attenzione la situazione e gli sviluppi di quanto accaduto, in vista di una competizione così importante che in questo momento deve fare i conti con quello che sta accadendo.
