29.10.2026
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Economy

Manovra, le banche tengono in Borsa. Giorgetti: «Un contributo sostenibile»


La manovra sulle banche non spaventa la Borsa. Anzi. Ieri i titoli degli istituti di credito sono saliti, con Intesa che ha guadagnato lo 0,94 per cento, Unicredit l’1,4 per cento, Mps l’1,16 per cento e Bper l’1,17 per cento, solo per citare i principali gruppi quotati. Per gli analisti le misure in arrivo non destano particolari preoccupazioni. Intermonte ha sottolineato che l’impatto della manovra sul settore finanziario «dipenderà dalla composizione delle misure nel disegno di legge», ma «dovrebbe restare gestibile», considerato che «nelle ultime manovre il costo definitivo per il settore è sempre risultato ben inferiore agli annunci iniziali, ed è stato realizzato prevalentemente tramite strumenti tecnici (differimenti di Dta, anticipi d’imposta), anziché con una tassa straordinaria diretta». Anche per Equita Sim l’impatto sarà «gestibile e complessivamente limitato se rapportato alla market cap complessiva del comparto», restando pur sempre una «notizia negativa».

Ieri, parlando a margine degli incontri del Fondo monetario internazionale, è stato lo stesso ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, a gettare acqua sul fuoco con una battuta tranchant: «non morirà nessuno». un prelievo «sostenibile». Il contributo che verrà calibrato nei negoziati, ha spiegato il ministro, è un contributo alla riduzione degli spread, che aiuta i bilanci visti i Btp in pancia agli istituti. Insomma la stabilità è un beneficio anche per le banche, può dire il ministro ora che anche Forza Italia, col ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha aperto al «contributo» negoziato. D’altra parte — fa notare Giorgetti poco prima di prendere l’aereo per tornare in Italia e lavorare alla manovra — a Bangkok «si misura in modo tangibile» la «credibilità rinnovata della finanza pubblica, della sostenibilità e del debito» italiani. Giorgetti ha anche ribadito che i tre interventi-chiave della manovra, ossia Irpef, aiuti ai giovani neo-assunti e l’idea di una card per le spese mediche degli anziani, sono opzioni alternative. Andrà fatta una selezione.

L’intervento

Sul prelievo sulle banche ieri si è fatta sentire ufficialmente anche l’Abi, per bocca del suo presidente Antonio Patuelli. «Noi», ha detto intervenendo al convegno del Cse, il consorzio servizi bancari, «ci muoviamo in uno stato costituzionale di diritto e nella Costituzione non c’è scritto che alcuni debbono essere mazzolati». Patuelli ha ricordato come la Costituzione preveda che «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva». Il presidente dell’Abi ha anche ricordato come la situazione sia «complessa» per via delle guerre in corso, dell’inflazione e dei tassi di interesse in aumento e per questo, ha detto, «sono stupito che si alimenti questo mito di semplici guadagni» per le banche. Non siamo in una fase di corno della fortuna e di rendimenti automatici senza rischi» e, ha proseguito, ci sono «incertezze anche elettorali in Europa nei prossimi mesi». Patuelli ha poi ricordato come il comparto abbia contribuito già nel 2024 e poi nel 2025 quando dopo delle negoziazioni «ci è stato chiesto dalle istituzioni e autorità di governo» di allungare i crediti fiscali (oltre a un’addizione sull’addizionale Irap).


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