29.10.2026
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Economy

Lo scudo Italia e la Germania non più rifugio


L’appetito per il rischio Italia, ormai si può dire con una buona certezza, non è evento episodico. È ormai qualcosa di strutturale. I numeri dell’ultima asta di Btp da 15 miliardi con richieste per quasi 160 miliardi sono la conferma che oggi il debito italiano non chiede fiducia, ma piuttosto la sta monetizzando. Sta incassando una percorso virtuoso sul debito e una stabilità-paese premiata anche dall’ultima promozione sul rating da parte di S&P Global. Un altro passo di avvicinamento alla classe A dei rating europei.

Che quello di ieri non sia un successo tecnico contingente, lo dice bene anche la storia delle ultime offerte del Tesoro arrivate a inizio anno in un contesto di mercato non certo facile, in un cui la geopolitica scuote facilmente i portafogli, tra minacce e schiarite, volatilità e incertezza. Lì dove il Bund tedesco non è più l’unica certezza, il bene rifugio per eccellenza che era un tempo, quando i debiti periferici, in prima linea l’Italia erano il simbolo della vulnerabilità. La narrativa è completamente cambiata anche per colpa o merito proprio dei titoli governativi di Berlino spinti alla soglia del 3% sul decennale e 3,56% sul trentennale si massimi dal 2011 (erano i tempi dello tsunami sui debiti sovrani) dall’apertura delle maglie del debito per finanziare il maxi-piano per la difesa da 500 miliardi.

Anche l’8 gennaio scorso il Btp 7 anni, scadenza marzo 2033, come emerge dall’analisi di e-Toro, è stato collocato via sindacato per 15 miliardi con richieste per 150,4 miliardi, oltre 10 volte l’offerta, cedola 3,15% e rendimento lordo 3,191%. Anche in questo caso, il prezzo è rimasto vicino alla pari, segnale che la domanda non era guidata da sconti aggressivi, ma da allocazioni convinte. Stesso copione per le aste di fine gennaio. Il Btp 10 anni, scadenza febbraio 2036, è stato assegnato per 3,75 miliardi con una domanda di 5,62 miliardi, rapporto di copertura 1,50, cedola 3,45% e rendimento lordo 3,44%. E ancora il Btp 5 anni, scadenza febbraio 2031, ha registrato una coperta dell’offerta pari a 1,59 con rendimento lordo al 2,74%. Il Btp 3 anni, scadenza marzo 2029, è stato collocato con copertura pari a 1,45 e rendimento lordo al 2,48%. Nessuna forzatura, «ma una domanda costante e ordinata su tutte le scadenze chiave», sottolinea Gabriel Debach.

Una fotografia che permette di arrivare a una conclusione: oggi l’obbligazionario italiano non viene comprato nonostante il debito, ma anche per come quel debito è strutturato. Vita media elevata, prevalenza di tasso fisso, profilo delle scadenze più equilibrato. Non solo. I grandi fondi globali hanno ben dimostrato di fare una scelta nel menù europeo.

L’Italia è pesata contro la Francia e la Germania. E se Parigi paga un premio di rischio crescente per deficit strutturalmente elevati e instabilità politica, anche dopo il passaggio della manovra finanziaria. Berlino ha scelto di usare in modo esplicito il bilancio pubblico per finanziare investimenti e difesa, aumentando il fabbisogno di emissioni. In questo contesto, «il Btp offre rendimenti più elevati con una narrativa di rischio che, paradossalmente, appare più stabile». Non è un caso se lo spread OAT-Bund si è ristretto da 72 punti base di un anno fa agli attuali 57,6, mentre lo spread Btp-Bund è sceso da 111,6 a circa 61 punti, e nemmeno se in alcune sedute il decennale italiano ha reso meno dell’omologo francese.

A rafforzare questo quadro c’è poi il fattore politico. L’Italia gode oggi di una stabilità superiore rispetto ad altri grandi paesi dell’eurozona, con un orizzonte politico che arriva fino alle elezioni del 2027. Un elemento che riduce l’incertezza percepita dagli investitori internazionali. Merce rara di questi tempi. Non è più quindi il rendimento ad alimentare la caccia all’Italia. Non più come prima. Dietro tanto appetito per il nostro Paese c’è ora la percezione di controllabilità del rischio. Oggi il Btp «entra nei portafogli per costruzione e non più solo per scommessa», è la tesi. La domanda non è più quindi perché il mercato compra Btp, ma quanto lo scudo dei titoli italiani sia solido anche contro gli choc esterni. Finora questo scudo ha funzionato.


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