29.10.2026
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«Lo avevo appena comprato per fare la proposta»



Un acquisto importante, un caffè freddo per lavorare qualche minuto al computer e poi il panico, a un uomo, Francesco G., romano di 36 anni, è stato rubato un anello di fidanzamento, appena acquistato dal valore di circa 3.500 euro. Il fatto è accaduto nel rione Esquilino, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore in tarda mattinata. Il gioiello, era stato comprato in centro ed era custodito nella classica scatolina inserita all’interno della busta della gioielleria, l’intento era quello di fare una proposta di matrimonio. «Era una giornata che avevo programmato da mesi. Avevo scelto l’anello con calma, volevo che fosse quello giusto, e quando sono uscito dalla gioielleria ero felicissimo, continuavo a guardare la busta e a pensare a come sarebbe andata la proposta». Secondo quanto raccontato dall’uomo, l’acquisto sarebbe avvenuto intorno alle 11:20. Poco dopo, alle 11:45, Francesco si sarebbe fermato in un bar, nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore, per lavorare al computer portatile, mentre sorseggiava un caffè ghiacciato. La busta della gioielleria era appoggiata sul tavolino che si trovava all’esterno, accanto al pc e alla bevanda. «Mi ero seduto fuori perché era una bella giornata, avevo il computer aperto, il telefono sul tavolo e il caffè davanti. La bustina era lì, vicino al bicchiere, il piano non era di fermarmi a lungo, giusto il tempo di rispondere ad alcune mail di lavoro». Intorno alle 12:05 l’uomo avrebbe ricevuto una telefonata, iniziando a controllare alcuni messaggi nel frattempo. «Ricordo di essermi distratto pochissimo, ho risposto al telefono, poi ho guardato una mail e quando ho rialzato gli occhi la busta non c’era più. All’inizio ho pensato di averla spostata io, ho guardato sotto il tavolo, nello zaino, persino accanto alla sedia». Alle 12:30 Francesco si sarebbe reso conto del furto. «In quei secondi mi si è gelato il sangue. Dentro non c’era soltanto un anello da 3.500 euro, c’era una proposta di matrimonio, c’era un momento che aspettavo da mesi, mi sono sentito svuotato. La cosa che mi colpisce di più è che qualcuno abbia preso quella bustina probabilmente pensando ci fosse qualcosa di valore, senza sapere cosa rappresentasse davvero, per me non era soltanto un oggetto. Continuo a pensare a quei momenti, se avessi messo la busta nello zaino, se avessi risposto al telefono dopo, se non mi fossi fermato». Quella che doveva essere una giornata speciale si è così trasformata in un episodio tanto insolito quanto amaro, una semplice pausa caffè, un momento di distrazione e un anello destinato a una proposta di matrimonio svanito nel cuore di Roma.


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