29.10.2026
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Politics

Legge elettorale, quali sono le prossime tappe ora che la proposta di legge è stata depositata?


Un confronto delicato andato avanti per settimane. Ore e ore di lavoro per consegnare al Parlamento una nuova proposta di legge elettorale capace di mettere d’accordo tutte le forze di governo. Sottotraccia si lavorava così alla “madre di tutte le riforme”; al tassello mancante da portare a casa per traghettare il governo direttamente verso le politiche del 2027. Ieri, dopo una lunga notte blindata in via della Scrofa, la nuova proposta di legge ha finalmente visto la luce. Un turbo-proporzianale con super premio di maggioranza,  capace di mettere d’accordo tutti i partecipanti ai lavori. 

Depositata a firma dei capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato, per la nuova proposta di legge è ora il tempo dell’inizio del suo iter tra i due rami del paramento; del confronto tra maggioranza e opposizioni a colpi di emendamenti.  E mentre dalla coalizione di governo si dicono «pronti al dialogo con tutti per migliorare il testo», dalla parte opposta dell’emiciclo si punta il dito contro un taglia e cuci su misura, fatto ad arte solo per garantire la rielezione dell’attuale governo. 

Ora, la tabella di marcia è serrata. Tempi stretti per raggiungere un obiettivo chiaro: dare un primo ok al nuovo sistema di voto prima della pausa estiva, così da chiudere tutto il fascicolo prima delle prossime elezioni. Ma cosa significa? Cosa succederà nello specifico? Partiamo dalla base. La legge elettorale è una legge ordinaria del sistema giuridico italiano.  Questo significa che per modificarla è sufficiente l’approvazione di una normale legge ordinaria da parte del Parlamento. Nessun  procedimento di revisione costituzionale, nessuna necessità di voti favorevoli da parte dei due terzi del parlamento o di un appuntamento referendario. Sarà sufficiente solo una maggioranza semplice, raggiungibile con l’ok dei partiti di governo. L’iter parlamentare però, non inizia direttamente dalla camera. Prima la pdl dovrà essere “incardinata” in commissione. Lì il via ai lavori ufficiali, che prevedono generalmente consultazioni con esperti e proposte di emendamenti. E tra i corridoi, si vocifera già della volontà di depositarne alcuni. Uno, in particolare arriva dal primo partito nei sondaggi, Fratelli d’Italia, che pur avendo partecipato ai lavori, ha intenzione di portare a casa una proposta non ancora entrata a far parte del testo base. Parliamo delle preferenze, ovvero della possibilità per l’elettore di indicare sulla scheda il nome di uno o più candidati specifici all’interno di una lista. «Presenteremo l’emendamento — dichiara Giovanni Donzelli — e affronteremo il dibattito in Parlamento con serenità e rispetto delle opinioni di tutti». 

Il lavoro in commissione sarà quindi il primo passaggio da affrontare, al quale ne seguiranno altri. Finite le votazioni degli emendamenti, infatti, si passerà alla discussione generale in aula e solo successione ai primi voti ufficiali. Il testo dovrà cosi passare sia dalla Camera che dal Senato, e per essere approvato dovrà ottenere il via libera nello stesso testo in entrambi i rami del Parlamento. Solo così potrà diventare legge ufficiale.  Ma attenzione, perchè non è mai detta l’ultima parola. O meglio, a segnare il punto definitivo potrebbe essere la corte Costituzionale, che se chiamata in causa, stabilirà lei se la legge rispetta o meno i principi fondamentali stabilita dalla Costituzione.


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