05.01.2026
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Economy

le novità in arrivo nel 2026. Guida alla Manovra


Manovra verso il sì definitivo. Dopo il via libera del Senato la legge di Bilancio si appresta ad approdare alla Camera dove il 30 dicembre, un giorno prima dell’ultimo giorno utile, verrà approvata definitivamente senza modifiche altesto uscito da palazzo Madama. Ecco una guida alle misure.

Bonus mamma lavoratrice da 720 euro

Uno dei capitoli affrontati dalla manovra è quello che riguarda la natalità e le giovani coppie. Con la manovra viene confermato e potenziato il bonus per le mamme lavoratrici che hanno due o più figli. Il prossimo anno l’importo dell’aiuto salirà da 40 a 60 euro al mese, quindi fino a 720 euro l’anno se la madre lavorerà per tutti i 12 mesi. Questo contributo mensile aggiuntivo potrà essere ottenuto solo se il reddito annuo da lavoro non supera i 40.000 euro. Il beneficio sarà riconosciuto fino al compimento del decimo anno del figlio più piccolo, mentre in caso di tre o più figli potrà estendersi fino ai 18 anni sempre del figlio più piccolo. 

Irpef, seconda aliquota tagliata al 33%, benefici fino a 440 euro

Prevista la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota applicata al secondo scaglione Irpef. La misura produrrà aumenti di stipendio fino a 440 euro annui. Il taglio dell’aliquota nell’intervallo di reddito tra 28.000 e 50.000 euro produrrà una riduzione dell’imposizione media effettiva che si tradurrà al massimo in un beneficio di poco più di 30 euro al mese, in corrispondenza di un redddito di 50.000 euro. Il vantaggio riguarderà i redditi fino a 200mila euro, sopra questa soglia sarà sterilizzato. Beneficeranno dell’intervento poco più del 30 per cento dei contribuenti (circa 13 milioni di persone). L’Upb stima un beneficio medio pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai, mentre per i lavoratori autonomi sarà di 124 euro e per i pensionati di 55 euro.

Flat tax in busta paga prelievo al 5 per cento per i rinnovi contrattuali 2024-2026

La manovra introduce una flat tax del 5%, per i redditi fino a 32 mila euro annui, a valere sui rinnovi dei contratti collettivi di lavoro effettuati nel 2024, nel 2025 e nel 2026. Il beneficio è riservato ai dipendenti del privato. I lavoratori della Pa in compenso potranno beneficiare della detassazione del salario accessorio. Nel privato la detassazione degli straordinari, del lavoro notturno e festivo per i redditi fino a 40.000 euro annui, con una flat tax del 15%, prevede che il beneficio prodotto dalla misura non possa superare la soglia dei 1.500 euro annui. Nel 2026 la detassazione del salario accessorio con aliquota al 15% avrà invece un limite di 800 euro nel pubblico e si applicherà ai redditi sotto i 50.000 euro annui.

Bonus ristrutturazioni, prolungata di un anno la detrazione del 50%

La manovra proroga per tutto il 2026 le detrazioni fiscali in vigore oggi per gli interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica. La proroga vale per tutti i principali bonus per la casa (bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus). La detrazione Irpef sarà del 50% per le spese relative a interventi realizzati sull’abitazione principale, e del 36% per interventi su altri tipi di abitazioni. Nel 2027 si scenderà rispettivamente al 36 e al 30%. Ad essere confermata per il prossimo anno è inoltre la detrazione Irpef al 50% applicata sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in unità immobiliari oggetto di ristrutturazione, con un tetto di spesa detraibile che sarà pari, anche nel 2026, a cinquemila euro.

Cartelle, quinta rottamazione adesione entro aprile ma sarà più leggera

Rottamazione quinquies con un tasso di interesse agevolato del 3% sulle somme rateizzate. Potranno essere estinte, in 9 anni e con 54 rate bimestrali, le cartelle per i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023 e legate all’omesso versamento di imposte o contributi previdenziali (tasse locali e multe sono comprese nel pacchetto). Per ogni rata l’importo da versare non potrà essere inferiore a 100 euro. La nuova pace fiscale punta a coinvolgere una platea di circa 16 milioni di contribuenti, offrendo una dilazione senza precedenti. Per aderire alla rottamazione quinquies (può farlo anche chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni) ci sarà tempo fino al 30 aprile 2026.

Raddoppia la Tobin tax il balzello che colpisce le transazioni finanziarie

A gennaio scatta il raddoppio della Tobin tax: la tassa sulle transazioni finanziarie passa dallo 0,2% allo 0,4%. L’imposta si applica al trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente. L’imposta non si applica per l’acquisto di obbligazioni, Etf e titoli di Stato o se il trasferimento della proprietà avviene per successione o donazione. Per le azioni acquistate su mercati regolamentati finora la Tobin tax è stata dello 0,1% (salirà allo 0,2% l’anno prossimo). Previsto anche l’aumento dell’imposta sulle operazioni “ad alta frequenza”, dallo 0,02 allo 0,04%. 

Prelievo di due euro sui pacchi provenienti dai Paesi extra Ue

In arrivo una tassa di 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti dai Paesi extra Ue. Nel 2024 sono stati importati nell’’Unione Europea circa 4,6 miliardi di articoli con un valore sotto i 150 euro (12 milioni di pacchi al giorno). Con il boom di Temu e Shein queste spedizioni sono raddoppiate rispetto al 2023. In Italia è stato stimato che sono 327 milioni le spedizioni che da gennaio saranno soggette alla tassa di 2 euro. Non ci sarà nessun sovrapprezzo invece sui pacchi in arrivo dall’Italia o da altri Paesi Ue, anche se contenenti articoli di poco valore. Salve anche le spedizioni provenienti dai Paesi extra-comunitari quando il valore del prodotto acquistato supera la soglia dei 150 euro. Non è ancora chiaro se il balzello si sommerà a quello di 3 euro stabilito dall’Unione europea a partire dal prossimo 1 luglio.

Affitti e cedolare secca

La cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21% per il primo immobile, sale al 26% sul secondo e dal terzo scatta l’attività di impresa. Inoltre anche gli immobili condonati potranno accedere agli incentivi edilizi. 


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