29.10.2026
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la risposta di una studentessa al divieto under 16 nel Regno Unito


Un servizio realizzato dalla BBC in una scuola del Regno Unito ha mostrato le reazioni degli studenti di fronte alla proposta del governo di vietare i social media agli under 16. Il tema, diventato centrale nel dibattito pubblico dopo l’annuncio del primo ministro Keir Starmer, ha sollevato numerose polemiche.

La reazione degli studenti

Durante un incontro in aula, gli studenti, di età compresa tra 11 e 14 anni, sono stati invitati a manifestare la propria posizione sul divieto. La maggior parte di loro ha espresso delusione e contrarietà alla misura, sottolineando quanto i social siano ormai fondamentali per mantenere i rapporti tra coetanei. In particolare, la testimonianza di Isabella ha attirato l’attenzione. Alla domanda su cosa avesse pensato sentendo dell’annuncio del premier, la ragazza ha risposto: «Non pensavo che sarebbe davvero successo. Credevo che avrebbe rinunciato o rimandato la decisione. Sembra invece molto determinato, ma non sono sicura di essere d’accordo».

Il suo timore principale, sottolinea Isabella, è quello di perdere i contatti con gli amici: «Non sapere come faremo a comunicare e cosa sarà vietato o meno. Io uso i social soprattutto per restare in contatto con famiglia e amici».

La vita senza social

Il servizio ha inoltre evidenziato quanto tempo gli adolescenti dedichino ai social. Isabella, ad esempio, ha dichiarato di trascorrere circa 9 ore online durante il weekend. Quando le è stato chiesto come impiegherebbe oggi quel tempo senza le piattaforme digitali, la sua risposta è stata ironica: «Guardare un muro».

Le motivazioni del governo

Il governo britannico guidato da Keir Starmer ha ribadito di voler introdurre un divieto totale dei social media per i minori di 16 anni, con l’obiettivo di tutelare la salute mentale dei giovani. Secondo il premier, le principali piattaforme digitali, come TikTok, Snapchat, YouTube, Instagram, Facebook e X, possono esporre i ragazzi a contenuti dannosi e sono progettate per creare dipendenza e insoddisfazione.

I servizi di messaggistica, come WhatsApp, resteranno esclusi dal divieto. L’intenzione dell’esecutivo è di approvare una legge entro la fine dell’anno, con entrata in vigore nella primavera successiva.

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