L’intelligenza artificiale diventa il perno di una nuova strategia industriale e geopolitica che lega Europa, Asia e Africa, mentre in Italia si rafforza l’asse tra telecomunicazioni e big tech per accelerare la trasformazione digitale.
Dal palco dell’AI Impact Summit di Nuova Delhi, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha formalizzato un accordo trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare infrastrutture digitali in Africa attraverso l’AI hub for Sustainable Development, promosso dal ministero delle Imprese con l’United Nations Development Programme. L’intesa, siglata con i ministri Ashwini Vaishnaw e William Kabogo Gitau, si inserisce nel Piano d’azione strategica India-Italia 2025-2029 e nel solco del Piano Mattei. L’obiettivo è iniziato subito quindici casi d’uso prioritari, contribuendo con cento percorsi di diffusione tecnologica nel Sud globale, con particolare attenzione alla “voice AI” nelle lingue africane e a modelli scalabili.
L’intesa
«Insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile», ha dichiarato Urso. «Tutti, nord e sud del mondo, dovranno trarre beneficio dall’intelligenza artificiale». Il ministro ha rivendicato il posizionamento italiano sul piano infrastrutturale e normativo, ricordando la legge coerente nazionale con l’AI Act europeo e la disponibilità di tre supercomputer tra Bologna, Genova e Milano, oltre a 1,5 milioni di ore di calcolo già messe a disposizione di 130 startup africane. Presenti al forum anche realtà industriali come Sparkle, Almaviva, Harmonic Innovation Group e Stellantis. Nel dibattito internazionale è intervenuto anche Sam Altman, cofondatore e numero uno di OpenAI, che ha ribadito l’urgenza di regole chiare: «Non sto suggerendo che non abbiamo bisogno di regolamentazioni o garanzie. Ne abbiamo urgente bisogno, come per qualsiasi altra tecnologia di questa potenza». Un richiamo che si intreccia con la visione italiana di uno sviluppo responsabile e inclusivo dell’IA. Nel frattempo si rafforza l’alleanza tra Tim e Microsoft per cloud, cybersecurity e algoritmi. Le due aziende collaboreranno per progettare soluzioni digitali destinate a imprese e Pa, con un primo focus sulla trasformazione interna di Tim attraverso l’adozione su larga scala di Microsoft 365 Copilot e della piattaforma Power.
L’alleanza
«La crescita digitale dell’Italia richiede infrastrutture affidabili, sicurezza e una governance solida di cloud e IA», ha affermato l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola. «Con un partner come Microsoft rafforziamo un’alleanza che unisce tecnologia e capacità industriale». Per Samer AbuLtaif, presidente Microsoft per Europa, Medio Oriente e Africa, «cloud e intelligenza artificiale stanno diventando fattori decisivi per la competitività e la crescita dell’Italia», con l’obiettivo di un’adozione responsabile «sicura, governata». Tra cooperazione internazionale e consolidamento delle infrastrutture nazionali, l’Italia prova così a giocare una partita su due tavoli: contribuire allo sviluppo dell’IA nei Paesi in via di sviluppo e rafforzare la propria sovranità digitale in un mercato globale sempre più competitivo.
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