29.10.2026
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Economy

Italgas accelera su IA e reti: 13 miliardi di investimenti


Il futuro abbastanza vicino per Italgas, è che la sua control room, la centrale di comando dalla quale sono monitorate digitalmente 140mila chilometri di rete di distribuzione del gas del Paese, diventi completamente gestita da agenti IA seppure sotto supervisione. Il presente per il gruppo guidato da Paolo Gallo, che nel nuovo piano industriale 2026-2032 presentato ieri alla comunità finanziaria ha messo sul tavolo 13 miliardi di investimenti (+14,6% sul precedente), è la realizzazione già agli atti di un modello «unico in Europa nel settore», con due doti, spiega l’ad: una piattaforma digitale e una grande quantità di dati affidabili, che «fanno già leva in maniera massiccia dell’Intelligenza artificiale». Così il tempo di sviluppo delle applicazioni cruciali per le attività operative sono passati da 4 mesi a 4 settimane. E la polverizzazione dei tempi nella gestione delle richieste di intervento dei clienti, dell’invio di un tecnico, oppure della lettura dei dati o la gestione della fatturazione, solo per fare alcuni esempi, è una conquista tangibile degli ultimi mesi. «Tradurre in concreto l’innovazione è diventato il nostro Dna. Siamo partiti nel 2018 con il cloud e ora possiamo essere un esempio anche per altre industry», è la visione di Gallo, che insiste sull’apertura a operazioni in M&A in Italia, con mezzo miliardo a disposizione. L’obiettivo è poi puntare con 2,4 miliardi sulle future gare Atem di distribuzione del gas, mettendo nel mirino oltre 100 concessioni nazionali per aggiungere 2,5 mln Pdr (clienti, ndr). C’è anche l’Atem a Roma, la concessione più pesante. E «siamo pronti, non temiamo rivali», assicura l’ad.

Più in generale, mettere sul tavolo 13 miliardi di investimenti fino al 2032 «è un atto di responsabilità per comunità e territori», dice Gallo presentando l’undicesimo piano industriale della sua storia di ad, dopo dieci anni di quotazione in Borsa in cui l’Ebitda si è quasi triplicato, con 2,5 miliardi dati agli azionisti, uno shareholder return del 360% dal 2016 a oggi. Accelerare sull’innovazione, facendo leva sull’Intelligenza artificiale, «il fulcro di questo piano», è dunque sempre più una priorità. E la missione resta la sicurezza energetica del Paese, oltre alla «sostenibilità dei costi per famiglie e imprese». Ancora di più oggi che arriva l’ennesima lezione dall’instabilità geopolitica, dice l’ad: «La sicurezza energetica si fonda sulla resilienza e sulla capillarità delle reti infrastrutturali». E «Italgas è impegnata esattamente in questo: realizzare e gestire reti smart, digitali e flessibili capaci di rafforzare la competitività dei sistemi energetici in cui operiamo e di supportare la diversificazione delle fonti». Ecco perché, «un piano di questa portata, 13 miliardi di euro» è considerato «un atto di responsabilità verso le comunità e i territori che serviamo, e un impegno di lungo periodo verso i Paesi in cui siamo presenti». Del resto, reti smart e flessibili sono «un prerequisito chiave per volumi crescenti di gas rinnovabili come biometano, idrogeno e metano sintetico». Di qui il focus sullo sforzo già in atto sul biometano: «Gli impianti oggi connessi alla rete di distribuzione del gruppo sono 15, con una forte accelerazione attesa nei prossimi anni». La distribuzione del gas in Italia rimane al centro della strategia di crescita con un peso superiore all’82% degli investimenti complessivi, incluse le gare (8,3 miliardi sono puntati sulle reti). Un miliardo sarà dedicato allo sviluppo della distribuzione del gas in Grecia, mentre 800 milioni rafforzeranno il posizionamento nell’idrico e nell’efficienza energetica.

Quanto alla traiettoria dei conti, Il gruppo prevede un Margine operativo lordo di 3,3 miliardi a fine piano, con un’attività regolata (Rab) di 21,7 miliardi, in crescita rispetto al piano 2025-2031. L’utile per azione rettificato è previsto in progresso di oltre il 9% annuo. Confermate per fine anno anche le stime di maggio, con un Mol compreso tra 2,1 e 2,15 miliardi (sarà 3,3 miliardi nel 2032), un utile operativo tra 1,34 e 1,37 miliardi e un utile netto compreso tra 740 e 760 milioni.

Non cambia la politica dei dividendi, che assicura un «equilibrio tra remunerazione e crescita».


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