Nuovi rincari pesano sulle famiglie italiane e si sommano agli aumenti dei prezzi degli scorsi anni. Dal 2021 al 2025 l’inflazione cumulata ha raggiunto il 17,1%, secondo i dati definitivi dell’Istat, presentati ieri. E ancora di più sono saliti i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (+24%), composto da cibo, bevande e prodotti per la casa. Mentre sulle bollette è pesato molto lo scoppio della guerra in Ucraina con la conseguente crisi energetica del 2022-2023, con il prezzo che ora si sta stabilizzando, ma su livelli ben più alti del passato.
I super rincari del carrello della spesa hanno portato l’Antitrust ad aprire un’indagine. Il bollettino della Banca d’Italia ha segnalato inoltre che nel terzo trimestre i consumi hanno risentito dell’indebolimento delle prospettive del mercato del lavoro e delle attese prudenti delle famiglie sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Intanto la propensione al risparmio è ulteriormente salita, collocandosi su valori tra i più elevati dalla crisi finanziaria globale. L’aumento dell’inflazione nell’ultimo anno — passata dall’1% del 2024 all’1,5% nel 2025 — ha rappresentato un nuovo passo nel percorso al rialzo. Ancora una volta il carrello della spesa è cresciuto più della media (+2,4%). E a pagarne maggiormente le conseguenze sono state le famiglie più povere: per quelle con i minori livelli di spesa l’inflazione armonizzata Ipca è passata dallo 0,1% del 2024 all’1,7% del 2025. Per le famiglie più ricche il dato ha comunque raggiunto l’1,7%, ma con un lieve aumento dall’1,6% dell’anno precedente.
Il dato dell’inflazione italiana resta comunque inferiore alla stima flash dell’Eurostat per l’area dell’euro, pari al 2%, ma comporta ricadute per quasi 500 euro a famiglia, secondo le associazioni dei consumatori, che chiedono al governo di intervenire. E le opposizioni accusano per questo il governo di disinteresse verso la carovita e la questione salariale.
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